giovedì 22 settembre 2011

ROMA VIOLENTA (1975) di Marino Girolami




Nuova Avalon ha fermato i motori. Le cupole ,come possiamo vedere dall'oblo, cominciano ad aprirsi, come schiudersi di petali di magnolia. Il portellone si apre, abbagliati sentiamo solo il profumo del profondo oceano selvaggio. Poi le immagini.... sulla banchina del porto stanno un centinaio persone vestite della stessa foggia dei nostri giovani scienziati-monaci, del nostro Fabius Destreet, ma i colori sono differenti e molteplici. Sono persone di tutte le età, ci sono parecchi bambini e giovani, qualche anziano. Hanno gli occhi pieni di lacrime, ci applaudono, mentre passiamo sulla solidissima banchina sull'oceano infinito. Il prof. Grampasso stringe mani, si ferma ogni dieci metri, ad abbracciare salutare, commuoversi...."ti ricordi?", "non sei invecchiato per niente" riusciamo a sentire. I giovani hanno volti sereni e speranzosi. Guadagnamo, sospinti , l'ingresso di un veicolo dalla forma strana, quasi quella di un bianco bruco, movente su di una monorotaia magnetica. Prendiamo posto all'interno. il gaudente conduttore avvia la vettura , nel contempo da uno schermo, partono le immagini di ROMA VIOLENTA....
-"rilassatevi!", ci dice. "Arriveremo in pochissimo tempo al Palazzo Conduttore..."


**********               **************            *****








Una Pellicola che ha fatto epoca, dando nuova linfa ed un nuovo volto al genere "polizziottesco", che nel 1975 pareva donare le ultime stille di linfa dalla sua vena.
Fatto con le classiche "due lire", capace di uscire nell'Agosto 1975 ( mese in cui in genere si proiettano e si

venerdì 16 settembre 2011

BANDITI A MILANO (1968) di Carlo Lizzani





Ed eccola, dall'oblò panoramico della rapidissima imbarcazione, spuntare la prima cupola di Nuova Avalon, e con essa, il Palazzo Conduttore, l'edificio più importante della città, sede del computer principale che mantiene l'omeostasi dell'isola Stato. Dopo pochi minuti la vediamo nella sua interezza, ancora distanti varie miglia marine a largo, è una cittadella chiusa da una lente in vetro. "La cupola resta chiusa quando i motori gravitazionali sono in funzione, e sono in funzione per favorire il nostro imbarco".
Afferma sicuro il Prof.Grampasso.
"E' stato bello teorizzarlo, ma vederlo messo in pratica è qualcosa di indescrivibile...".
Nuova valon ci attrae a se come con un magnete, l'aggancio è veloce ma senza alcuno scossone. Destreet e gli altri giovani ci avvisano che potremmo sbarcare fra due ore, poichè occorre attendere il raffreddamento dei motori gravitazionali dell'isola. Giusto il tempo di volare con la mente sulle strade di una Milano post-Boom economico. Sprofondiamo nei nostri divani con Banditi a Milano.


***********                   ***************                  ****************





BANDITI A MILANO del 1968 può essere considerato a buon titolo il primo vero "polizziottesco".
L'antesignano del genere che in Italia spopolerà per tutti i Settanta e oltre, mutuando i divi e protagonisti del cinema Western

martedì 13 settembre 2011

AVERE VENT'ANNI (1978) di Fernando Di Leo





Sono sveglio da pochi minuti e lo sciabordio delle onde sul fianco dell'imbarcazione, mi ricorda dove mi trovo, mi ricorda la libertà appena conquistata, il futuro che ci aspetta è nebuloso, ma promettente. Appena in piedi ho modo di vedere la grande velocità a cui ci muoviamo e  l'apparente immobilità  che sperimento come passeggero di questo avveniristico embarcadero mi stupisce; i miei compagni sono tutti ancora addormentati, come lo è il Dott.Grampasso.
Un giovane Monaco fa capolino, mi sorride e mi chiede se desidero qualcosa in particolare.
"Caffè. E risposte ad alcune domande, grazie",rispondo sorridendo di rimando.
"Come si chiama Giovane monaco?"chiedo.
"Mi Chiamo Fabius Destreet, non sono un monaco, sono uno scienziato NeoAvaloniano, responsabile del "Settore SexExploitation.." quindi mi chiede "....E' Nuova Avalon ad incuriosirla,vero , Doctor Massis?" .
"Nuova Avalon. E la tecnologia che avete. I vostri abiti. La devozione nei confronti di Grampasso, è consueto nei figli col proprio padre non nei ricercatori col proprio maestro. Cosa è precisamente Nuova Avalon? e dove si trova? Cosa comporta esserne cittadini ? Cosa fate ?  E cosa rappresenta il prof.Grampasso per voi?".
Risponde sereno "Mi piacerebbe discuterne con lei, guardando un bel film. Per i NeoAvaloniani è segno di grande condivisione intellettuale condividere una pellicola mentre si discute di importanti questioni." . Al mio cenno di assenso, in risposta ad una impercettibile digitazione si apre davanti un ampio trentasei pollici, sostenuto da due cilidri magnetici. lo schermo prende ad avere una grana analogica. Scorrono le immagini di "AVERE VENT'ANNI" di Fernando DiLeo, una rarissima pellicola del 1978, ricercata da cinefili in tutto il mondo. Un vero e proprio pezzo di cinema segreto italiano La bocca è spalancata di stupore....



***********                    *************                     *************









Talvolta capita che, nei cassetti dei grandi sceneggiatori, giacciano per anni storie in cui si è creduto fortemente, ma che la vita o il caso non ha permesso di narrare e tradurre in pellicola per anni.
Poi dopo dieci anni  riescono a farlo, ma le cose non vanno come  preventivato. E' il caso di
"Avere Vent'anni".
Nato dalla penna solerte e urgente di Fernando Di Leo

mercoledì 7 settembre 2011

2046 (2004) di Won Kar Wai


Sbuchiamo, ciechi come talpe, fuori da un tombino arrugginito. Le immagini distorte dalle lacrime che il sole ci dona. Piano, piano, si ricostituiscono i visi del Doctor Bower, del Dottor Milvius, quello segnato ,da cattivo dei polizziotteschi, del professor Grampasso, io stesso mi vedo riflesso nei loro occhi, parodia di me stesso. Abbiamo Camici laceri e sporchi, volti da bambini invecchiati. Ci guardiamo intorno, siamo al centro di una radura di lentischio, ginepro e quercie nane, i nostri piedi sono sospesi su di un tappeto di sabbia bianca finissima, tutto intorno vegetazione.In direzione nord, sopra le foglie di quella Quercia contorta, svettano le sordide guglie di quello che abbiamo conosciuto come "Nuovo Centro di Rieducazione della Mente Riottosa". Frusciano i rami di un grosso cespuglio a Sud Ovest, facciamo quadrato, stanchi  ma attenti, attorno al Prof.Grampasso.
Emergono alla nostra vista quattro postadolescenti, dai visi seri e sicuri, i capelli corti, le divise color crema di un tessuto aderente e leggero, dei giovani monaci più che dei soldati.
"Namastè Rachmadullah !!!" sillaba chiaro da dietro le nostre spalle Grampasso.
"Rachmadullah Namastè." rimandano con solare fiducia i giovani. Grampasso esce leggero dal nostro abbraccio protettivo, si porta con passi emozionati verso il quartetto: è l'abbraccio di un padre ai suoi quattro figli perduti e mai visti grandi.
"Andiamo!!! Nuova Avalon ci aspetta!!!" urla al nostro terzetto di scienziati sbigottiti. Ci muoviamo, stringiamo mani, ancora incapaci di sorridere, ma ormai salvi, non ricordiamo un solo nome dei giovani monaci, ma li seguiamo fra i cespugli della radura.
Dopo pochi minuti sbuchiamo su di un molo in legno semidistrutto, il mare è davanti ai nostri occhi.
Il mare, mai realmente percepito in queste settimane di reclusione, ci investe in pieno viso, facendoci urlare dentro le nostri menti "Libertà!". Così investiti, non notiamo inizialmente l'imbarcazione che ci si para davanti.
E' strabiliante!!!.
E' una sorta di motoscafo cabinato lungo tre metri e mezzo, apparentemente senza motori posteriori, ma con una grossa imboccatura al loro posto. La sua forma è fluida, il materiale di cui è coperto sembra la pelle di uno squalo albino, assomiglia ad un grosso delfino!! Storditi saliamo la passerella ci caliamo da un'apertura posta superiormente, nel dorso del delfino. L'ambiente interno è futuribile, di una luce tenue ma confortante i colori riposanti e intrecciati. La stanchezza ci ricorda la fuga e i pericoli scampati. Dal nulla appaiono sedie sdrai, generi di conforto. Il vociare si fa amichevole, cala dall'alto uno schermo nero, che si riempie di luce. Dopo dieci anni, il Professor Grampasso, si schiarisce la voce per cominciare la sua prima lezione da uomo Libero. Il primo e ufficiale passo nella storia dell'Umanità dei Cittadini di Nuova Avalon. Ci viene proiettato " 2046 ", e la voce di Grampasso accompagna le immagini arricchendole:

*************+      *************             *********** 


"E’ una stanza ,ve lo dico subito, non solo una data da romanzo di fantascienza anni ‘60; e come tutte le stanze, ha da essere uno stato dell’essere. Frazioni di sentimenti amplificati a piacere, o a dolore, di chi li ha dentro.“Lasciare il 2046 non è una cosa facile. Per uno che ci riesce, altri 1000 ci provano all’infinito.

venerdì 2 settembre 2011

PUNISHER WAR ZONE (2008) di Lexi Alexander



Dopo poche ore, immersi in un immutabile buio piceo, mi rendo conto che l'unico ad essersi appisolato è proprio il Dottor Grampasso, mentre  i miei due colleghi e fratelli in armi Doc. Bower e Doc.Milvius, come me, vegliano insonni. Bisbigliando poco ,per non svegliare colui che ci sta guidando nella fuga dalle contorte budella del "nuovo centro di Rianimazione della mente Riottosa", dopo esservi stato rinchiuso per dieci anni, ci ritroviamo spaventati ma sicuri di andare fino in fondo, risoluti nell'affrontare , se sarà il caso, i sistemi di sicurezza dell'Oscuro Primario. Mentre bisbigliamo paure e inconfessabile coraggio, un fruscio, lievissimo, quasi di metallo che striscia su metallo, udiamo provenire dalla botolo d'ingresso. Un gelo profondo ci trapassa la spina dorsale dall'occipite al coccige. Poi tutto tace per ore, quindi il Doc.Bower si muove verso l'ingresso, dove bisbiglia aver scorto, nella pece di buio in cui stiamo, qualcosa. Ne riemerge con in mano una pizza di metallo, contenente l'immancabile Pellicola. Mentre domande come: Chi? Dove? Perchè? affollano le nostre bisbiglianti bocche, Grampasso rompe il silenzio, ridestatosi dal breve sonno: "Eccolo, è il segnale!! I miei collaboratori sanno ove siamo, non ci resta che attendere, giusto la durata di questa pellicola, che organizzino meglio l'ultima parte della fuga. E' da dieci anni che si preparano a ciò.".
Detto questo, illumina con una strana luce che sbuca chissà da dove, l'etichetta che denomina la pellicola. "PUNISHER WAR ZONE del 2008!!! " Dice, con un sorriso che non riusciamo a decifrare....




**************               ************                 **************







Il film è definito un reboot ed è l'ultimo dedicato al personaggio del Punitore, tanto fortunato fumettisticamente quanto sfigato dal punto di vista cinematografico, purtroppo vittima di vari massacri in celluloide. Massacri che partono dall'89,dal cafonissimo (titolo italiano "Il Vendicatore") The Punisher ,interpretato da Dolph Lundgren, brutto e inespressivo come il suo protagonista. Poi nel 2004 venne fuori il The Punisher di Hensleight, con tante pretese, tendente al ridicolo e farcitissimo di tutte quelle piccole cose che fanno veramente imbufalire l'appassionato di fumetti

domenica 28 agosto 2011

ISPETTORE CALLAGHAN IL CASO SCORPIO E' TUO -(Dirty Henry)-(1971) di Don Siegel


Mentre guadagnamo via di fuga attraverso i condotti dell'aerazione, ci rendiamo conto di quando "Il Nuovo Centro per la Rieducazione della Mente Riottosa" sia esteso nella sua parte sotterranea. Chissà quanti laboratori segreti, quante cavie umane ancora sofferenti ospitano le budella dell'Inferno personale dell'Oscuro Primario.
Il Dottor Grampasso al nostro fianco ha ripreso vigore, nonostante la lunga e sfibrante clausura, e ci guida attraverso i passaggi, come dentro un contorto intestino, ci rivela di aver tentato una fuga cinque anni prima, della quale ha conservato nella memoria tutte le possibili vie, tutti gli errori allora commessi. Non ci dice come l'Oscuro Primario lo acciuffò la prima volta, ci basta il suo volto segnato e precocemente invecchiato.
Dopo ore di infaticabile strisciare ,sempre con i sensi attenti al minimo rumore, il Dottor Grampasso apre uno sportello laterale ad un lungo tunnel che stavamo percorrendo, ci fa entrare, ci ritroviamo in una angusta stanzetta, con chiari segni di precedente attività.
"Questo era il mio rifugio, quando ho tentato la fuga la prima volta. Darà riposo e ristoro a noi quattro. Domani completeremo la Fuga." dice Grampasso.
 In un angolo della stanza giace un oggetto a noi noto e caro. E' un proiettore, vecchio e rabberciato. a terra giace, polverosa, una gloriosa bobina da Cinema. La targhetta sopra è cancellata e incrostata. Come ristorati stendiamo un povero telo sul muro, carichiamo la pellicola, mettiamo in funzione la cinepresa. Quando la curiosità è al culmine la luce riflessa su schermo è accompagnata dallo scoppio sconquassante di una 44 Magnum. Non ci possiamo equivocare, "Dirty Henry" è con noi con :" Ispettore Callaghan il Caso Scorpio è Tuo".


***************        *****************                     ************






In una San Francisco inusuale, corrotta e sdentata come una vecchia puttana, il Terrore ha un nome: Scorpio (un mcdowelliano Andy Robinson) tiene in scacco Città e Polizia con attentati, rapimenti e uccisioni dimostrative. Se cercate qualcuno che gli dia la caccia, il nome che vi serve è Henry "Carogna/Dirty" Callaghan (inarrivabile Clint Eastwood) un reazionario, intollerante e spiccio

sabato 20 agosto 2011

DERSU UZALA -il piccolo uomo delle grandi pianure- (1975)di Akira Kurosawa


 Per settimane  abbiamo creduto che il "Nuovo centro di Rieducazione per la 
Mente Riottosa" ospitasse solo noi sei rivoluzionari colpevoli delle sommosse 
dell'Oscura Clinica. con orrore abbiamo scoperto un nuovo ospite. Orrendamente dimagrito,
rinchiuso in un cantuccio dove gira un proiettore senza soluzione di continuo,
ecco che si palesa il Doctor Grampasso. Luminare dato per scomparso da almeno
dieci anni,fautore delle teorie "Psicocinematografiche" che predicono ormai da decenni la caduta dell'Impero dell'Oscuro Primario, l'inesattezza e l'inopportunità del suo perverso 
metodo scientifico. I suoi occhi allucinati raccontano anni di privazioni e 
tentativi di riprogrammazione andati a vuoto. Nei suoi occhi brilla ancor scintilla
di riottosità, inizia un lungo e corroborante discorso sul film che ha appena 
finito di vedere, ci racconta la sua esperienza nelle grinfie dell'Oscuro Primario,
attraverso un capolavoro di Kurosawa, il più oscuro e melanconico...
...ecco le sue esatte parole:

 "La situazione al "Nuovo centro di Rieducazione della Mente Riottosa" è disperata.
L’isolamento e pressioni dell’Oscuro Primario mi stanno portando  alla disperazione oltre la quale c’è solo l’annichilimento fisico e mentale. LA MORTE.
Pensieri suicidi sfiorano più d’uno degli internati,

mercoledì 20 luglio 2011

FARENHEIT 451 (1966) di François Truffaut





La guerra è persa. La gioiosa macchina da guerra dell'Oscuro Primario ha da prima fiaccato il morale delle nostre truppe, quindi affamato i combattenti con un assedio lungo un mese, senza più rifornimenti la Medicheria del V Piano è divenuta la nostra prigione. Abbiamo sofferto la fame, sfiorato la follia, rischiato il vicendevole linciaggio. Allora ci siamo arresi. Il trionfante oscuro Primario ci ha imposto un armistizio crudele e devastante: i nostri stipendi dimezzati, le nostre famiglie deportate insieme a noi. Ci troviamo rinchiusi nel "Nuovo centro di Rieducazione della Mente Riottosa" presieduta dall'odioso Oscuro Orripilante Primario, a centinaia di chilometri dalle nostre private abitazioni, in una landa desolata e piatta, non un segno di vita per chilometri. Ricondizionano le nostre menti, intasando le nostre sinapsi con pellicole Distopiche ed Ucroniche. Ficcano nelle nostre menti rivoluzionarie il concetto che il cambiamento è male, la diversità di pensiero nociva, la libertà insensata. In questo momento c'è Farenheit 451 di Truffaut...la gioia delle immortali immagini è torturata da immagini subliminali di dolore e disapprovazione....la riprogrammazione è appena cominciata....



** ***********         *************         +************








Truffaut sperimenta il colore per la prima volta, lo fa con un film tratto dal romanzo omonimo di Ray Bradbury, e ne tira fuori una delle più belle pellicole di Fantascienza di sempre.
La miglior trasposizione cinematografica di un romanzo di Bradbury.
In un futuro più o meno prossimo la società civile  tutta è soggiogata dallo strapotere del media, omologata e fiaccata da uno stato repressivo, che osteggia il libero pensiero e brucia i libri,

giovedì 30 giugno 2011

I SETTE SAMURAI (1954) di Akira Kurosawa


 
E' deciso: sarà Lotta Continua contro l'Impero del terrore de l'Oscuro primario, nei corridoi e nelle stanze del reparto Di Cinematografia Patologica. La lotta sarà ardau e strenua, le truppe avversarie sono una sorta di polizia privata armata fino ai denti, ma il nostro manipolo è composto da patrioti ed eroi. Accampati nella medicheria del V Piano, resistiamo giorno dopo giorno, organizziamo difese e offensive....Spesso il morale è a terra, ma noi sappiamo come sollevarlo...Stipati in quella maledetta medicheria, proiettiamo pellicole che sappiano donare coraggio e nuovi Significati alla lotta...L'intramontabile "I SETTE SAMURAI" (titolo originale: Shichinin no Samurai  ( 七人の侍 )  ha fatto salire la fiducia delle truppe ai massimi livelli....


** ***********         *************         +************





Giappone, metà dell'era Sengoku (o degli stati combattenti :1468 - 1601), un medioevo di guerre, miseria e ingiustizia. Un villaggio di contadini, stanco delle continue razzie di cibo e donne, perpetrato da un folto gruppo di brigandi, decide  di assoldare dei Samurai-Ronin per la loro difesa. La ricerca si rivelerà da subito molto ardua, a causa dell'avidità della maggioranza dei Ronin del tempo, costantemente alla ricerca di azioni gloriose con cui riscattare la loro carriera e soprattutto qualche

lunedì 27 giugno 2011

IL DIVO- La Spettacolare vita di Giulio Andreotti- (2008) di Paolo Sorrentino



Giunge l'estate anche sulle desolate lande dell'Oscura Clinica, essa giunge dopo una primavera di intensi cambiamenti politici. Consci del "Gramsciano" richiamo, che ci vuole tutti "Partigiani", anche noi, personale medico e paramedico del reparto di Cinematografia Patologica, abbiamo parteggiato....e c'è chi ha pure, finalmente!,Vinto!!...
Ma siamo tutti ben consci che c'è stato un tempo ( e c'è ancora) in cui politica e oscure trame andavano a braccetto e tantissime sono state le pellicole che hanno cercato di disegnare queste nere parabole. Tra di essi IL DIVO, solleva ancora misteriose ombre fumose...


** ***********         *************         +************




Giulio Andreotti (un perfetto Toni Servillo), lo conosciamo tutti o no? (a meno di non essere stati su Antares negli ultimi 60 anni). L'uomo politico italiano più influente e potente dell'ultimo mezzo secolo, formatosi in tempi in cui la politica non era la barzelletta che è diventata oggi, ma un campo di battaglia duro e sanguinoso, ove tanti sono caduti. Lui no,

venerdì 17 giugno 2011

MILANO ODIA:LA POLIZIA NON PUO' SPARARE (1974) di Umberto Lenzi



L'Oscura Clinica, ospita in questi giorni un paziente molto speciale. La stanza 124 piano F, da tre giorni, ha sempre due "madame" a fare da piantone, a noi medici non è dato sapere CHI si trovi lì dentro,ed il suo vero nome è celato, chissà dove, dietro un anonimo Mario Rossi, così come recita la sua cartella clinica. Le bende celano il suo viso, che amiamo immaginare segnato dalla malavita, ma non i due occhi grigi e fondi, come riflessi di luce su canna di pistola, che ti scrutano mentre lo visiti.
Eseguiamo la terapia prescrittagli dall'Oscuro Primario senza conoscere i veri motivi della stessa, eseguiamo in segretezza intuendo solo i motivi di fondo, somministriamo forti dosi di Cinema Noir a cadenza di tre ore.
In questo momento scruta fiducioso lo schermo, in attesa della sua razione... è  MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO' SPARARE.


*************         *************        ************


 

Giulio Sacchi (un Tomas Milian all'apice) è un delinquente di mezza tacca, emarginato perfino dai suoi simili,  un debole violento e pericoloso, prodotto da una Milano che non esiste più , che sapeva già emerginare, che come il resto d'Italia viveva la violenza quotidianamente, in anni che sono stati definiti di piombo. Tenta un definitivo, parabolico verso l'inferno, e devastante "colpo".
Con altri due compari :Carmine "Tabaccaio"

lunedì 16 maggio 2011

MACHETE (2010) di Robert Rodriguez



Il sabato sera, mentre tanti preparano i loro fegati ai bagordi del fine settimana, i drogati di Cinematografia Patologica non possono far altro che recarsi alle sempre meno romantiche multisale, ormai unici erogatori di emozioni filmiche. Così, reclutato l'immarcescibile Doctor Bower ed il mistico TerenziotheDragon (ormai pensionato, ma ancora noto attore del cinema Kung-Fu e WuxiaPing del poco noto panorama Singaporiano), ci apprestiamo alla scelta della Pellicola da visionare... Iniziamo a scorrere con lo sguardo i giganto-poster pubblicitari, ma non appena il faccione butterato e mal cicatrizzato del vecchio Machete ammicca a noi truce, non ci sono dei asgardiani o vacuità Morettiane che tengano, è lui il nostro Messia!!!

****************         *************        *********


Trailer


                                      


Danny "Machete" Cortez (il monoespressivo e segnato Danny Trejo) è Un Fedéral messicano duro , puro e incorruttibile, che si scontra  col Boss Narco e schiavista Torrez (un altrettanto monoespressivo e bolso Steven Seagal), avendone drammaticamente la peggio, grazie anche alle di lui connivenze altolocate e governative. Costretto perciò ad abbandonare la sua peyotica terra

mercoledì 11 maggio 2011

PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS (1998) di Terry Gilliam


Nonostante le coscienze siano ancora scosse dal terribile aggiornamento a cui ci ha sottoposto L'oscuro Primario, La scienza ci invade con la sua vastità e mestizia, come una droga che appena assaggiata ti condanna a non farne più senza. Spinti da questi nobilissimi sentimenti, ci siamo trovati a spulciare da cima a fondo la piccola ,ma ricca, biblioteca di Cinematografia Patologica. Qui, nel doppio fondo di un archivio in legno,schiacciati e quasi occultati da 5 enormi atlanti di Anatomia Umana, abbiamo rinvenuto  tre volumi. Nell'ordine : Le porte della percezione paradiso e inferno di A.Huxley, Gli insegnamenti di don Juan di C.Castaneda e Paura e disgusto a las Vegas di Hunter S. Thompson. Come Pavloviani cani ci muoviamo all'unisono, verso le piccola sala audiovisivi, prospicente la biblioteca, il divano verde Reagan (l'esor-bimba, non il presidente Americano...) ci avvolge. Lo schermo si riempie dei colori acidi di Paura e Delirio a Las Vegas.......

****************         *************        *********







1971, un celebre giornalista noto come  Raoul Duke (un pelatissimo Johnny Depp) , la sua decapottabile rossa e  il Dott.Gonzo (un Samoanissimo Benicio Del Toro) di lui avvocato, si stanno recando a Las Vegas allo scopo di scrivere un pezzo giornalistico sulla più cruda, famosa, polverosa, desertosa Gara di motocross del Nevada. Però, visto che ci sono, si portano dietro una valigetta carica al'inverosimile di ogni sollazzevole scioglievolezza in fatto di Sostanze Psicotrope Psichedeliche (si va dall'Lsd

giovedì 5 maggio 2011

PULP FICTION (1994)di Quentin Tarantino




Come atleti olimpionici nell'ultimo sforzo, ci lanciamo anche noi, poveri atleti della Cinematografia Patologica, verso l'ultimo agognato sforzo. I muscoli non sentono più tensione, come fossero liberi dalle stringhe in cuoio che li costringono; gli occhi non avrebbero più bisogno del "Collirio Più" che continua a gocciare, hanno visto la luce...
L'ultima fatica ci ricompensa, l'arte ci aspetta; Pulp Fiction olia le sue smisurate armi da battaglia.

****************         *************        *********




Mi piace pensare a Pulp Fiction come ad un "nocciolo"( duro ma antifisicamente inconsistente,apparentemente inerte ma radioattivo). Un'opera filmica-nocciolo dal quale tutti gli accenni, tutte le storie dentro le storie, diventano, lontane nel tempo futuro, a loro volta delle pellicole. Il film in questione può essere paragonato solo ad un altro film

mercoledì 6 aprile 2011

BASTARDI SENZA GLORIA (2009) di Quentin Tarantino


Il Primario ,questo losco figuro che ha in mano le nostre vite professionali, ha un senso dell'umorismo sadico e indolente. Il buio che ci avvolge, appena dopo la fine della pellicola precedente, è rotto improvvisamente da un faretto che illumina una figura vestita da gerarca Nazi, il viso è quella del nostro onorato carceriere, ghigna sadico e irrigidito nella sua postura da Nazifascio postmoderno.
Con perfetta mossa militare si gira di fianco, guadagnando ancora il buio con passo d'oca.
Le luci si spengono lo schermo si illumina, e già sappiamo che "Inglorious Basterds" ci accompagnerà per i prossimi 153 min.

****************         *************        *********



Ultimo film, cronologicamente parlando, del glorioso Quintino, Bastardi senza Gloria, rappresenta un bel passo in avanti nell'evoluzione del regista, dimostra infatti una ulteriore maturazione delle sue tematiche caratteristiche, girando un film "storico" (o revisionista?) ed in costume, mettendo da parte Gangster e Maniaci e Gangster Maniaci Pasticcioni e occupandosi di quelli che la Storia