mercoledì 5 novembre 2014
LE STRONCATURE CHE NON TI ASPETTI (2014) di AA.VV. Cap.3
Ma se Matteo, quello del collettivo che metteva in bocca massime sempiterne ad una Rockstar dell'epoca, nella sua fanfiction, avesse ragione con " Beati pauperes spiritu quoniam ipsorum est regnum caelorum"...Che diamine di annichilente Inferno potrà essere stò benedetto Regno DiLà ?
Quanto contano gli Assoluti nell'economia esistenziale ?
Come deve discostarsi il Pensiero Originale dall'Opinione di Massa ed i suoi Canoni, per perdere completamente l'individualità sorgiva autodenunciandosi per Colossale Idiozia ?
E SE AVESSERO RAGIONE LORO ?!?
La raccoltona in egualmisure di domande importanti ma sceme e di opinioni sceme ma importanti, prosegue affastellando pervicace lumi dell'umane genti astruse e concettose, giudizi universali che neanche Bersani quello famoso e che sfiorò il successo, motivazioni al ribrezzo per sè e per gli altri e ricerche spasmiche di attenzione pur di venire suicidati in maniere artistiche ed eclettiche.
Come ci siamo finiti fin qui lo so perfettamente: un'idea intelligente altrui di cui son rimasto orfano e l'inziativa originale di fare di meglio e di più, creando una sorta di Manifesto per come qui in Reparto di Cinematografia Patologica si desideri scrivere di cinema prima che parlarne, permettendosi analisi ed opinioni assolutamente chiunque, comunque e qualunque alla faccia di chi si accontenta di poche righe di sentenze per decidere su che canale sintonizzarsi per la pera serale.
Si depenni un'altra quattordicina sballata di Capolavori Indiscutibili dall'apposita lista, grazie.
lunedì 3 novembre 2014
DYLAN DOG: VITTIMA DEGLI EVENTI (2014) di Claudio Di Biagio
ANTEPRIMA DALLA MORGUE
Se c'è un progetto che, dai Corridoi di Cinematografia Patologica, abbiamo seguito, per il quale abbiamo tifato e sospirato fino all'ultimo, è proprio "Dylan Dog Vittima degli eventi".
Non un fan Movie, ma IL Fan Movie definitivo, quello che ogni amante e fan dell'indagatore dell'incubo voleva (soprattutto dopo la sonora inculata che ci ha dato la trasposizione al cinema fatta dagli americani dei Platinum Studios, diretto nel 2010 da quello sfigato di Munroe).
venerdì 31 ottobre 2014
LE STRONCATURE CHE NON TI ASPETTI (2014) in a Middle Night Samahin
Esiste qualcosa di più spaventoso degli abissi della mente umana ?
Le zucche vuote empite di flebili lumicini circolano liberamente tra noi solo in questa notte ?
E' giusto fare a pezzi un film solo perchè ce lo chiede il genere?
Eccovi nell'inserto speciale della ricorrenza de paura per eccellenza: dallo Zio Tibia alle tibbiate allo 'zio' di turno.
Più terrore di un Classico dell'Orrore, lo fa solo chi di paura non ne ha.
Qui non ci sono dolciumi, e si fa terribilimente sul serio.
martedì 28 ottobre 2014
LE STRONCATURE CHE NON TI ASPETTI (2014) di AA.VV. Cap.2
![]() |
- Grazie ad Anna Do- |
Gli alieni esistono? Sono in mezzo a noi, intorno a noi, in molti casi siamo noi ?
I concetti di "Sacro" e "Indiscutibile" sono fondamentalmente aprioristici artifici soggiacenti all'Utopia, indi risibili minchiate?
I cineasti sanno cosa ci sia Là? Oltre lo Schermo, Dall' Altra Parte ?
Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn ?
Il nuovo capitolo dell'Antologia più educativa del Merenghetti per i filmaker d'ogni risma, avanza ricolmo di gioie sempre più approfondite, misurate ed espressive, alla ricerca d'ineffabili risoluzioni a domande lecite e permissive.
Come da volta scorsa, Autori revisionati, controllati e Garantiti NOTroll/No azzecchini/No iconoclasti per diletto, fonte sotto al titolo per assicurarsi di potergli con comodo cercare indirizzo, muso e mail e una particolare cura certosina per i contenuti intelligenti.
martedì 21 ottobre 2014
LE STRONCATURE CHE NON TI ASPETTI (2014) di AA.VV. Cap.1
Internet è la definitiva risposta allo specioso quesito sulla dubbia utilità del Suffragio Universale?
Si possono recensire recensioni senza ausilio di metalinguaggio?
L'analitica frasaria e completa sprivata della consapevolezza dell'Io Cosciente è Comunicazione?
Esistono Dimensioni Umane parallele e devianti?
A questi ed altri sprofondati interrogativi si possono dare risposte esaustive. Si.
Lo faremo qui, antologizzando pareri, analisi illuminate, opinioni palesi e ben fatte (?), più che controcorrente totalmente esterne ad un civile consorzio, che anonimi eroi ed eroine obliati dalla storia, che appartiene sempre ai vincitori, hanno immolato sul palcoscenico del "Dico qualcosa anch'io -> ESISTO!!" (Vomito Ergo Sum).
Si riporteranno copincollati & compresi di orrori ortodidattici solo pareri verificati, non provenienti da trolloni di caverna ma da genti use alla filmografia tutta, robusti nel loro bagaglio culturale cinefilo. Il collegamento ipertestuale del titolo (unico nostro commento) riporterà con fede la fonte di tanto spasso; a seguire, la locandina dell'oggetto di tanto disdoro, così : per gustarsi meglio la sorpresa scrollando....
martedì 30 settembre 2014
Le Mini Rece: GOMORRA - la serie - I stagione - (2014) di Stefano Sollima
E' raro che si parli di serie tv lungo i nostri ben noti corridoi. Questo perchè si cerca di evitare le faide tra Primario e suoi sottoposti, visto che tale campo mediatico pare sia uno di quelli che ne provoca di acerrime; con tanto di madri tirate in ballo e vecchi screzi dell'adolescenza, che come mostri della laguna riemergono. Il motivo? beh, leggetevi in un sol fiato questa mini-rece del Giocher, che vi vado a presentare, per farvi un'idea: solo una domanda: Come? COME? COME, Si può criticare un prodotto televisivo, e aggiungerei anche cinematografico, tra i migliori del panoramo italico? Come? Così:
Anteponete al tutto che ho un rapporto con la produzione televisiva in toto tale e quale a quella della famiglia italiana media rancorosa e bastarda con il proprio genitore ottuagenario residuo. Contatti domestici mai idilliaci, smagati e insofferenti, rottura geografica e logistica in post adolescenza senza quasi più sentirsi, abdicazione appena possibile ad oscuri brutti estranei saltuariamente telefonati per capire che il "coso" respira ancora. Commenti acidi su presunti meriti dello stesso passati o di principio.
Così,laido tale e quale.
Gli amici più intimi che ti guardano pietosi: " Dai: ma almeno ogni tanto passala a trovare. Magari non capisce ma fa piacere...." O che buttano lì episodi interessanti e sfiziosi per cercarti l'emulazione e veder se rinsavisci, ritorni nel novero dei passabili come umani.
Quindici anni che son quasi venti senza un TV e non sentirli proprio.
Evitando di arrivare a vestire un sacco di peli pubici di dromedario, lo sguardo incolto, la chioma cisposa e l'igiene pencolante, in posa su di una colonna farneticante e millenarista, dentro una grotta farcita di cavallette, ho le mie ancore di salvataggio nel comune civile consorzio: Scrubs,BUTTAFUORI alla follia religiosa, Boris davvero, per dire; e magari qualcosa di fumoso precedente ma dimenticabile...vedi Heroes la prima stagione.
Vedete ben che qui scrive chi s'è arenato a metà della quarta season di Breaking Bad nella completa serenità e sicurezza, con poco più di un soppracciglio corrugato per tutto quello che gli si era presentato fino lì. Ecco.
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Un unico però a tutto questo: Romanzo Criminale del Sollima. Che se gli togli qualche grana grossa interpretativa nel finale, quella stanchezza fisiologica del comparto sceneggiatura all'ultimo quarto che oh, trovarne, mi garba veramente in tutto. Tutto, eh.
Argomento che da solo, pur con qualche renitenza in contemporanea alla messa in onda, m'acclamava allo stream of counsciousness Gioisiano ma sottotitolato appena possibile di quest'ultima infornata acclamata kriminalata.
E' stato orora possibile e quindi NO.
Per lo sviluppo di trama e personaggi, bruciati piatti inutilmente in quelli che solo dei primi sei episodi potevano essere 12 e avrebbero funzionato alla grande.
Per la poveraccitudine del budget che incredibilmente sembra essere stato profuso, a scapito di luci, spari, stunt, scenografie, costumi e soluzioni narrative, che invece all'inizio m'avevano fatto ben più che sperare.
Per lo spreco di ruoli in mano a cagnastri veri (nontutti,quandomai....), l'assenza di comprimari gagliardi ed ingombranti per la storia come si necessitava da essere.
E l'assenza criminale di una colonna sonora, intesa come temi interni originali ed anche come canzoni caratterizzanti, relegata al minutaggio o peggio rapinata a mano armata dalla Serie precedente. Per il buttare via ridendo l'apporto di una staffetta registica di peso atta a connotare i personaggi-chiave.
E' FIMMINE!! NDO' SHTANNO E'FIMMINE ?!?!
Per quelle cazzo di atmosfere notturne fisse azzurrino partenope che spanavano male dopo la sedicesima.
Soprattutto e infine per la malnascosta profonda e sfacciata connotazione razzista del tutto, laddove, al netto di tutta l'Etica della Messa in Onda possibile, Napoli e la sua Criminalità Connotativa viene , sicuramente a ragione ma non qui, defraudata di quell' acquarellata umana ed epica che si era riusciti a dare in ogni messa in schermo malavitosa delle altre realtà, dalla Milano di Vallanzasca, passando per Sicilia e ovviamente Roma.
Sarà colpa degli attori, L'Immortale Cirù su tutti che lo volevo morto alla terza puntata per impossibilità ad esprimere un'idea n'faccia. Sarà colpa del Rancore Savianese, o dello zeitgeist che vuole Genny a' Carogna sullo schermo quasi la Finale di Coppa Italia fosse uno spottone promozionale Sky.
E primo fra tutti i motivi la schpaccimmata degli ultimi, ingestiti, inguardabili e per giunta inascoltabili tre episodi.
NO: non ci stò affatto senz'pensier.
[Questa recensione di Giocher è andata in onda in forma ridotta e senza l'ausilio di immagini per destare un sereno dibattito sulla cosa in esclusiva su FB]
Giocher G
Quindici anni che son quasi venti senza un TV e non sentirli proprio.
Evitando di arrivare a vestire un sacco di peli pubici di dromedario, lo sguardo incolto, la chioma cisposa e l'igiene pencolante, in posa su di una colonna farneticante e millenarista, dentro una grotta farcita di cavallette, ho le mie ancore di salvataggio nel comune civile consorzio: Scrubs,BUTTAFUORI alla follia religiosa, Boris davvero, per dire; e magari qualcosa di fumoso precedente ma dimenticabile...vedi Heroes la prima stagione.
Vedete ben che qui scrive chi s'è arenato a metà della quarta season di Breaking Bad nella completa serenità e sicurezza, con poco più di un soppracciglio corrugato per tutto quello che gli si era presentato fino lì. Ecco.
.jpg)
Un unico però a tutto questo: Romanzo Criminale del Sollima. Che se gli togli qualche grana grossa interpretativa nel finale, quella stanchezza fisiologica del comparto sceneggiatura all'ultimo quarto che oh, trovarne, mi garba veramente in tutto. Tutto, eh.
Argomento che da solo, pur con qualche renitenza in contemporanea alla messa in onda, m'acclamava allo stream of counsciousness Gioisiano ma sottotitolato appena possibile di quest'ultima infornata acclamata kriminalata.
E' stato orora possibile e quindi NO.
Per lo sviluppo di trama e personaggi, bruciati piatti inutilmente in quelli che solo dei primi sei episodi potevano essere 12 e avrebbero funzionato alla grande.
Per la poveraccitudine del budget che incredibilmente sembra essere stato profuso, a scapito di luci, spari, stunt, scenografie, costumi e soluzioni narrative, che invece all'inizio m'avevano fatto ben più che sperare.
Per lo spreco di ruoli in mano a cagnastri veri (nontutti,quandomai....), l'assenza di comprimari gagliardi ed ingombranti per la storia come si necessitava da essere.
E l'assenza criminale di una colonna sonora, intesa come temi interni originali ed anche come canzoni caratterizzanti, relegata al minutaggio o peggio rapinata a mano armata dalla Serie precedente. Per il buttare via ridendo l'apporto di una staffetta registica di peso atta a connotare i personaggi-chiave.
E' FIMMINE!! NDO' SHTANNO E'FIMMINE ?!?!
Per quelle cazzo di atmosfere notturne fisse azzurrino partenope che spanavano male dopo la sedicesima.
Soprattutto e infine per la malnascosta profonda e sfacciata connotazione razzista del tutto, laddove, al netto di tutta l'Etica della Messa in Onda possibile, Napoli e la sua Criminalità Connotativa viene , sicuramente a ragione ma non qui, defraudata di quell' acquarellata umana ed epica che si era riusciti a dare in ogni messa in schermo malavitosa delle altre realtà, dalla Milano di Vallanzasca, passando per Sicilia e ovviamente Roma.
Sarà colpa degli attori, L'Immortale Cirù su tutti che lo volevo morto alla terza puntata per impossibilità ad esprimere un'idea n'faccia. Sarà colpa del Rancore Savianese, o dello zeitgeist che vuole Genny a' Carogna sullo schermo quasi la Finale di Coppa Italia fosse uno spottone promozionale Sky.
E primo fra tutti i motivi la schpaccimmata degli ultimi, ingestiti, inguardabili e per giunta inascoltabili tre episodi.
NO: non ci stò affatto senz'pensier.
[Questa recensione di Giocher è andata in onda in forma ridotta e senza l'ausilio di immagini per destare un sereno dibattito sulla cosa in esclusiva su FB]
Giocher G
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giovedì 21 agosto 2014
MAN OF TAI CHI (2013) di Keanu Reeves
Ciè che ci sono attori feticcio e attori fantocci. Lo si sa; e parvimi che ne abbiamo già parolato (il link non ce lo metto, che abbiamo bisogno, al puro scopo ricreativo smargiasso, di addavenire alle Cientomilla visite. Indi frugate).
Ma poi le Icone. Quelle rappresentative d'Epoche, Generi, Stili e Momenti. Quelle checcome le vedi fai: Ehilà, SiSi, Ecco! Vààcche-roba. Come anche gli attor Icani, che è un altro bel gruppone pasciuto; quasi pastafariano.
Equi che abbiamo? Ne abbiamo? Quest'anno si . Quando uscì questo film no, dice che era di drago.
Maccomunque si diceva delle icone, e io intendevo profiquamente in sol questo caso artistico di icone del desktop, eh già. Figurette sempre uguali a sè stante, fisse, utili alla bisogna e solo al quando, che ti occupano il loro posto al monitor senza dare troppo fastidio, umilmente delimitate ed onestamente collocate di ambito e ruolo. Non un "Cestino" o un "Avg" o un "Torrent" o un "Thor" -che io non ne ho, parlo solo per sentito dire, s'incanadesi bene- ma nemmeno un Windows Internet Explorer additato a sputi se te lo trovano. Insomma, fatevelo voi l'esempio esemplificativo calzato, che io devo arrivare a parlare del regista esordiente.
Io a lui sono molto legato coll'affetto perchè è il primo fattOne che ho intelleggiuto sullo schermo in piena, epica, disinvoltissima interpretazione accanto all'ammmiconissimo Fiume Phoenix parlandone-da-vivo, in quel capolavoro che fu I Love you to death dell'Anno di Grazia 'Novanta, dove si fregiava di un'uscita di scena molto tanto più che antologica:
Bellissimo.
C'è anche poi quella bella volta che fui fermato
sabato 26 luglio 2014
AMORE TOSSICO (1983) di Claudio Caligari
La prima volta che sentii parlare di Amore Tossico, gli anni 90 erano nel loro pieno, mi trovavo a casa del Taurus...come "chi è?". Egli è il più grande collezionista che abbia mai conosciuto. Colleziona Fumetti, Vhs Vinili, Dvd.. Posso considerarlo un maestro ed un ispiratore,è colui che mi ha iniziato al magico mondo della Cinematografia Patologica. Inoltre, per ragioni anagrafiche, ha vissuto a pieno ed in prima persona gli anni raccontati in Amore Tossico, in un turbine di Rock n roll e sostanze psicotrope che lo hanno portato ad un passo da pericolose dipendenze.....
Ricordo come fosse ieri, quanto si lamentasse del fatto che non esistessero, in quella fine di millennio, copie integrali della pellicola in esame, e che quelle poche erano registrazioni effettuate in chissà quale astruso orario della notte fonda, di qualche anno imprecisato, di chissà quale Tv privata, tagliuzzata e censure perfino dei buchi nelle braccia dei protagonisti.
Fierissimo mi diceva di essere venuto in possesso di una copia integrale in Vhs.Non ricordo se fosse edita da A.Forni (noto e mitologico editore che in quegli anni recuperava e restaurava capolavori ormai dimenticati del cinema Bis italiano...) o della Avo Film, so solo che la tirò fuori dalla sua custodia come un tesoro, la fece ingurgitare al suo Magico Videoregistratore (una bestia a 8 testine, in grado di leggere Pal, Secam e pure le videocassette d'importazione Giapponesi e Honkonghesi), da quel momento in poi per me è diventato La Pellicola definitiva sul mondo della Droga! .. Trainspotting levati !, anche tu Gaspar Noè, circolare ! qui si parla di mitopoiesi.
![]() |
"..ndo' s'annamo a spertuzzà a venazza?..." |
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sabato 21 giugno 2014
Le MiniRece : LO HOBBIT - LA DESOLAZIONE DI SMAUG (2013) DI Peter Jackson.
Il Giocher, si sa, è un vorace lettore.
Uno di quei lettori che si fanno fuori due novelle in tre riprese, a colazione legge Saggi ed a cena, per stare leggero,sfoglia Trattati di Esoterica del mago Alistair.
La saga del RRRoboante Tolkien se l'è più volte polverizzata a partire dalla preadolescenza (mentre il vostro Amichevole Primario di Quartiere è sempre rimasto piuttosto freddino rispetto a tutto sto polpettone assolutizzante e Fantasy) uscendo completamente di testa quando, ormai più di dieci anni fa, si è iniziato a parlare della versione filmica del Signore degli Anelli. Hanno quindi deciso di Filmizzare Lo Hobbit, fino ad arrivare a LO HOBBIT - LA DESOLAZIONE DI SMAUG
Insomma, quando è troppo è troppo, quando si insiste a far figliare la gallina dalle uova d'oro senza un costrutto anche il fan più accanito si fa girare gli Zebedei ....
Mancavano pochi giorni allo scorso Natale, e con un breve e telegrafico messaggio apprendo tutto il disappunto nel mio collerico socio, ma sentiamo i come e i perché dalla viva ed esagitata voce del nostro:
#LOBBIT : la desolazione di Smadonnamenti
Uno di quei lettori che si fanno fuori due novelle in tre riprese, a colazione legge Saggi ed a cena, per stare leggero,sfoglia Trattati di Esoterica del mago Alistair.
La saga del RRRoboante Tolkien se l'è più volte polverizzata a partire dalla preadolescenza (mentre il vostro Amichevole Primario di Quartiere è sempre rimasto piuttosto freddino rispetto a tutto sto polpettone assolutizzante e Fantasy) uscendo completamente di testa quando, ormai più di dieci anni fa, si è iniziato a parlare della versione filmica del Signore degli Anelli. Hanno quindi deciso di Filmizzare Lo Hobbit, fino ad arrivare a LO HOBBIT - LA DESOLAZIONE DI SMAUG
Insomma, quando è troppo è troppo, quando si insiste a far figliare la gallina dalle uova d'oro senza un costrutto anche il fan più accanito si fa girare gli Zebedei ....
Mancavano pochi giorni allo scorso Natale, e con un breve e telegrafico messaggio apprendo tutto il disappunto nel mio collerico socio, ma sentiamo i come e i perché dalla viva ed esagitata voce del nostro:
#LOBBIT : la desolazione di Smadonnamenti
Siano ringraziati Hoffmann e Dioniso, chi solitamente legge qui sopra, certe pellicole manco le considera.....Ma alcuni di voi, rei del proprio nerdismo insito concupiscente, invece SI.
A coloro mi rivolgo.
Pensavate di aver evaQquato a spruzzo già con strenuo livore al primo capitolo della saga di "C'ho l'mutuHobbit" ?
QUANTO CI SI ERA SBAGLIATI....
Iersera, fortunatamente con gli occhialetti anni '50 che m'han protetto dagli spruzzi, in fila centrale posto centrale di una negletta salonatreddi SEMIVUOTA sono stato ad ingoiare feci per 2h e 40.
Gente che si è alzata e andata a metà, gente che ha sfanculato ai titoli di coda, gente che sfanculava durante.
Un'ecatombe di minchiate, lentine colorate, pezzi a caso, dialoghi peggio,e sequenze di combattimento meno realistiche che in un Loony Toons.
FUGGITE, SCIOCCHI!
E se proprio, da completisti Gechsoniani, dribblerete pervicaci i miei moniti e ve lo vorrete guardare, ricordatevi che la colpa principale della resa a favoletta minchietta di una favola per bambini espansa in teoria in epica, è tutta di questa cicciona bastarda qui. Una volta gettati i vostri soldi ,almeno saprete con chi predervela.
13 dicembre 2013 alle ore 12.25
Pensavate di aver evaQquato a spruzzo già con strenuo livore al primo capitolo della saga di "C'ho l'mutuHobbit" ?
QUANTO CI SI ERA SBAGLIATI....
Iersera, fortunatamente con gli occhialetti anni '50 che m'han protetto dagli spruzzi, in fila centrale posto centrale di una negletta salonatreddi SEMIVUOTA sono stato ad ingoiare feci per 2h e 40.
Gente che si è alzata e andata a metà, gente che ha sfanculato ai titoli di coda, gente che sfanculava durante.
Un'ecatombe di minchiate, lentine colorate, pezzi a caso, dialoghi peggio,e sequenze di combattimento meno realistiche che in un Loony Toons.
FUGGITE, SCIOCCHI!
E se proprio, da completisti Gechsoniani, dribblerete pervicaci i miei moniti e ve lo vorrete guardare, ricordatevi che la colpa principale della resa a favoletta minchietta di una favola per bambini espansa in teoria in epica, è tutta di questa cicciona bastarda qui. Una volta gettati i vostri soldi ,almeno saprete con chi predervela.
13 dicembre 2013 alle ore 12.25
GiocherG
venerdì 20 giugno 2014
Le MiniRece: UP (2009) di Pete Docter e Bob Peterson
Qualche mese fa il socio Giocher era alle prese con un trasloco apocalittico. E' in queste fasi della vita che i Corridoi di Cinematografia Patologica diventano refugium per sperimentazioni visive. Attraverso quelle mattonelle asettiche odoranti di cloroformio vengono esauditi i desideri visionari più sopiti. UP è un lungometraggio animato della DisneyPixar del 2009, che si era tenuto in serbo per un momento come questo, un passaggio ad altro ambiente, uno di quei momenti in cui il bambino interiore abbisogna del suo momento unico e speciale.
A volte però le troppe aspettative vengono mal ripagate, vediamo, brevemente e nel solito stile dissacrante, verboso, ermetico e caustico del nostro Giullare di Reparto, come:
Avendo un buco volontario e ben argomentato nella Premiata Produzione Animata Disneypixar, e poi anche più scazzo che peli sul petto, l'altro giorno, io e un'altra ignorante, abbiamo voluto vederci per la prima volta quel gran ben promosso e passaparolato filmino di UP del 2007.
Bello.
il Corto Pixar dei primi 10 minuti sprecato ai cessi come incipit di qualcosa di completamente arraffazzonato.
Idiota, criminalmente lacunoso e stupidamente cercato di far assomigliare ad una dimensione favolistica ed onirica di cui solo lo Studio Ghibli può capire e narrare decentemente gli sprazzi.
Dato alle fiamme appena passata la prima metà, skippato fino al finale ancora aggrappati alla speranza che fosse tutto un sogno da semolino avariato partito dal momento della Notteprimaellosfratto.
A vanvera.
#MAQUANDOMADOVE
13 febbraio 2014 alle ore 11.11

Giocher
A volte però le troppe aspettative vengono mal ripagate, vediamo, brevemente e nel solito stile dissacrante, verboso, ermetico e caustico del nostro Giullare di Reparto, come:
#SU. Dopo 5 anni.
Avendo un buco volontario e ben argomentato nella Premiata Produzione Animata Disneypixar, e poi anche più scazzo che peli sul petto, l'altro giorno, io e un'altra ignorante, abbiamo voluto vederci per la prima volta quel gran ben promosso e passaparolato filmino di UP del 2007.
Bello.
il Corto Pixar dei primi 10 minuti sprecato ai cessi come incipit di qualcosa di completamente arraffazzonato.
Idiota, criminalmente lacunoso e stupidamente cercato di far assomigliare ad una dimensione favolistica ed onirica di cui solo lo Studio Ghibli può capire e narrare decentemente gli sprazzi.
Dato alle fiamme appena passata la prima metà, skippato fino al finale ancora aggrappati alla speranza che fosse tutto un sogno da semolino avariato partito dal momento della Notteprimaellosfratto.
A vanvera.
#MAQUANDOMADOVE
13 febbraio 2014 alle ore 11.11

Giocher
martedì 17 giugno 2014
Le MiniRece: X-MEN- GIORNI DI UN FUTURO PASSATO (2014) di Brian Singer
Battezziamo oggi una nuova rubrica.
Una sorta di esperimento che coniuga l'esperienza del MicroBlogging sulla pagina FaceBook "Le Pellicole del DottorMassis" (da sempre legata al Blog di cinema che non ti aspetti) con quella più approfondita e ragionata dei nostri Corridoi. La frenesia, il poco tempo, i mille impegni della vita hanno contratto il numero di post e con esso le occasioni di approfondire e raccontare noi stessi attraverso i Film. Negli ultimi tempi maggiore e più produttiva è stata l'attività sulla pagina nel Network Sociale, in una sorta di stream of consciousness breve in cui, spesso dopo aver visto un film o una serie, il vostro Amichevole Primario di Quartiere DottorMassis ed il suo socio Giocher commentavano ,a volte lapidariamente altre poco più approfonditamente, opere d'ingegno cinematografico di varia natura. Nascono così le Minirece, brevi e, speriamo, esaurienti recensioni che la frenesia non ha voluto fossero grandi recensioni!
Spiegati gli intenti, partiamo con l'ultima, in ordine temporale, fatica visiva a cui è corrisposta una breve fatica scrittoria su l'ultimo capitolo della saga degli X-Men di Brian Singer: DAYS OF FUTURE PAST.
Ebbene Si, dopo anni di inedia e poltronite acuta, smosso il nostro sacrosanto posteriore dal divano verde vomito, ci siamo recati allo Cinematografo per la visione (accompagnata da Popcorn e Seven Up) del nuovo film sui mutanti tanto amati (rigorosamente no-3D).
Una sorta di esperimento che coniuga l'esperienza del MicroBlogging sulla pagina FaceBook "Le Pellicole del DottorMassis" (da sempre legata al Blog di cinema che non ti aspetti) con quella più approfondita e ragionata dei nostri Corridoi. La frenesia, il poco tempo, i mille impegni della vita hanno contratto il numero di post e con esso le occasioni di approfondire e raccontare noi stessi attraverso i Film. Negli ultimi tempi maggiore e più produttiva è stata l'attività sulla pagina nel Network Sociale, in una sorta di stream of consciousness breve in cui, spesso dopo aver visto un film o una serie, il vostro Amichevole Primario di Quartiere DottorMassis ed il suo socio Giocher commentavano ,a volte lapidariamente altre poco più approfonditamente, opere d'ingegno cinematografico di varia natura. Nascono così le Minirece, brevi e, speriamo, esaurienti recensioni che la frenesia non ha voluto fossero grandi recensioni!
Spiegati gli intenti, partiamo con l'ultima, in ordine temporale, fatica visiva a cui è corrisposta una breve fatica scrittoria su l'ultimo capitolo della saga degli X-Men di Brian Singer: DAYS OF FUTURE PAST.
Ebbene Si, dopo anni di inedia e poltronite acuta, smosso il nostro sacrosanto posteriore dal divano verde vomito, ci siamo recati allo Cinematografo per la visione (accompagnata da Popcorn e Seven Up) del nuovo film sui mutanti tanto amati (rigorosamente no-3D).
Brian Singer torna alla guida e il suo tocco si vede e si sente.
Non è uno che indugia troppo sulle scazzottate il buon Brian, anche se dobbiamo dire, da fan assatanati, che avremmo voluto vedere qualche scontro mutanti / sentinelle in più. Ok, nella linea narrativa futura (dove si è visto Alfiere e Blink!..finalmente!) gli scontri ci sono e sono pure belli, però , visto che siamo amanti di vecchia data non solo dei film ma anche dei fumetti, qualche combattimento in più con le Sentinelle modello 1.0 lo avremmo voluto.
I robottoni prima versione sembravano così belli nel loro sgargiante violetto che ci avremmo visto bene il buon Wolvie a smontarli pezzo per pezzo con i suoi artiglioni (anche se nel 1973 gli artigli erano ancora ossei). A proposito: ormai abbiamo uno Hugh Jackman completamente Wolverinizzato, spettacolare nella versione attempato/giovinescavezzacollo, una compenetrazione nel personaggio che ha eguali solo dalle parti di Robert Downey "Iron Man" Junior. Buono anche lo sforzo di collegare gli altri film della saga a questo episodio, in pieno stile Marvel continuity. Come al solito molto acconcio ilgiovine Xavier interpretato da James McAvoy, ho apprezzato soprattutto il parallelismo, mica tanto sottile, fra il siero, che gli riconferisce l'uso delle gambe ma lo priva dei poteri telepatici e della voglia di lottare, e l'Eroina, anche nella nostra realtà, tanto (troppo) diffusa negli anni 70.
Ho visto il film con uno spettatore completamente digiuno di fumetti che mi ha detto di aver seguito e capito tranquillamente tutta la storia e i collegamenti, questo è un pregio della versione cinematografica degli X-men, perchè uno dei difetti maggiori del fumetto, se non lo segui con certa assiduità, è che finisci per perderti nei mille rivoli della continuity Marvel, mentre al cinema, e in particolare in questo film, questo non avviene quasi mai. Certo non siamo ai livelli di Xmen First Class, che risulta essere un film più completo, con un sense of wonder più profondamente stimolato, senz'altro, dalla curiosità di voler vedere l'interpretazione dato della giovinezza di Xavier e Magneto, degli azzeccati coprotagonisti mutanti scelti, delle modalità del loro utilizzo. In Days of future Past si è voluta la quadratura del cerchio, si è osata qualche cazzatina di troppo (circondare la CasaBianca con uno stadio? andiamo, ci si aspetta molto meglio dal signore del Magnetismo interpretato da Fassbender...), si è introdotto il concetto di paradosso temporale (argomento sempre caro alla fantascienza), si è dato il La al prossimo capitolo, dove verrà introdotto uno dei nemici più acclamati e amati/odiati : En Sabah Nur in arteApocalisse!!! Già ci tremano i Baffi!
DottorMassis
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giovedì 12 giugno 2014
KRIMINAL (1966) DI Umberto Lenzi
Sarà che Cagliari si candida a divenire Capitale della cultura europea per il 2015 (veramente!), sarà che il capoluogo sardo ha sempre avuto uno stretto legame col fumetto e col cinema, sarà che non è cosa di tutti i giorni poter vedere proiettato in sala un cinefumetto degli anni 60, sarà quel che sarà ma presso la Cineteca Umanitaria Sarda di Viale Trieste 118 c'è una rassegna denominata "Cinema e Fumetto 2014".
Nulla di strano o particolare, se nel programma della rassegna non comparisse un film succosissimo, acconcissimo ai Corridoi della rediviva e resuscitata Cinematografia Patologica, risonante e retrò, in questi tempi di Cinefumetto ipertecnologico: parliamo del gioiellino KRIMINAL del 1966 diretto da quel monumento nazionale di Umberto Lenzi. Un vero e proprio Cult (o Kult?) della cinematografia e del fumetto mondiale Poteva il vostro amichevole Primario di quartiere mancare ad un appuntamento così gustoso? No che non poteva,
venerdì 31 gennaio 2014
JOAQUIN PHOENIX: IO SONO QUI (I'm Still Here) (2010) di Casey Affleck
Se la nuova turpitudine del Giocher è il cinema Indiano, in tutto il suo panjabico, strabico e ipernaive universo parallelo, (a tal proposito: si attende ormai esausti la IV parte del pluripremiato Wanted - ecco i link alla i , ii e iii parte-...), la mia turpitudine assoluta e novella sono i Mockumentary. Già nello scorso anno parlai del Moviementario del maestro Herzog (qui) , esperimento fantascientifico di indubbio valore, oggi parliamo di un esperimento curioso e totalizzante, quello dell'attore Joaquin Phoenix diretto dal regista/attore Casey Affleck (fratello maggiore del sopravvalutato Ben)..
All'età di 35 anni Joaquin Phoenix , all'apice della sua carriera d'attore, annuncia di voler abbandonare le scene per lanciarsi a capofitto in quella di Rapper con lo pseudonimo J.P. I media e l'opinione pubblica, tra l'incredulo ed il perculante, si gettano come pescecani sull'incrisatissimo Phoenix, di fatto, facendo poltiglia della sua immagine pubblica, sempre più barbuta e nevrotica. La sua ospitata al Late Night Show di David Letterman è il punto più basso del baratro in cui si sta ficcando.
All'età di 35 anni Joaquin Phoenix , all'apice della sua carriera d'attore, annuncia di voler abbandonare le scene per lanciarsi a capofitto in quella di Rapper con lo pseudonimo J.P. I media e l'opinione pubblica, tra l'incredulo ed il perculante, si gettano come pescecani sull'incrisatissimo Phoenix, di fatto, facendo poltiglia della sua immagine pubblica, sempre più barbuta e nevrotica. La sua ospitata al Late Night Show di David Letterman è il punto più basso del baratro in cui si sta ficcando.
lunedì 25 novembre 2013
DICK TRACY (1990) di Warren Beatty
Nel buio spento,bagliori cromati di tinta acrilica ben temperata. Così si sceglie di riprendere il giro visite del reparto di Patologia Cinematofila, latitato oltre il lecito ed i propositi con la massima nonchalance.
Ad attendermi nell'ingresso di linoleum impolverato d'assenza, una tagliola da orsi di quelle medioevali quanto rugginose e fetenti: la recensione di un cinefumetto oltre il definitivo, il capisaldo, l'inarrivabile, l'oltraggioso destino. Questa.
Che, una volta terminata, prende la Nota Astina della Qualità di un giudizio analitico non professionale su di un filmetto, la infila in un vettore Soyuz e la spara decisa nel perielio di Titano. Mantenendone comunque la valicabilità esclusivamente in fosbury. Rincorsa a 4 metri e scarpini di telaccia. Tre tentativi e fuori. Da qui da noi.
Maiomidomandoechiedosesipossalasfiga.
Presomela a coppini con medesimo stesso abbondatemente, prima che il Primario Dottor Massis possa mettere i guantini di lattice sulla mia scarna carcassa col buonumore paterno scanzonatissimo che lo contraddistingue, in questo eroico periodo in cui stà smettendo PER LA TERZA VOLTA di fumare; dopo aver infierito su di uno spigolo portante dell'edificio in granito addove son locati i nostri uffici col pube, rimarcandomi a voce alta la piena responsabilità del temporeggio indeciso e distratto che mi ha avviluppato, in questo fine anno volto alla rincorsa del fatturato al sesto zero; mi reco indolenteinzito in una landa retròrica e storica vagamente onirica, infantile, pittata a pennello vero su matte in acetilene. Uno sgabuzzino accogliente tappezzato di archetipi derivanti e derivativi in numero vasto quanto le luci di una città:
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sabato 14 settembre 2013
L'ARBITRO (2013) di Paolo Zucca
(Anteprima dalla morgue)
Ero lilì per capoversare il seguente commentario con uno dei miei soliti, introduttivistici, allucinanti pipponi; vertendo di Epica, Mitopoiesi nella creazione audiovisiva, gli archetipi visuali della cineproduzione italiana dal'1900 ad oggi, MostriSacri sulle cui spalle tutti poggiano i piedini ed ulteriori eccetera.
Scancellandomi come poche volte mi trovo a fare - nel senso proprio di sbattermi un manufatto ad ante battenti di ghisa sul muso, da solo - sono rimasto chiuso fuori dal mio stesso incipit, in piena luce impietosa nell'occhio di bue' dell'ignoranza. Fondamentalmente inutile, che stessi a fare fin da subito il saputo, imparato e magnileggente.
Ero del tutto all'oscuro dell'uscita di questo film, fin quando una Signora Amabile con Brio s'è brigata di sollevare la questione della nuova fatica interpretativa del Padre della Prole di Laetitia Casta, uomo dal multiforme indegno, ingombrante profilo artistico; uno dei più vituperatamente discussi della Nazione. Sicchè sono Accorso .Saranno state le due settimane fa,tre,tò..
Ero sinceramente digiuno del tutto sulla produzione cortometraggica del regista, validissima e gigapremiata oltrechè molto considerata negli ambienti che ne sanno, di cui questo film costituisce l'esordio nelle sale della grande distribuzione.
Ero e permarrò sempre, una brada capra in materia di fede calcistica, calci, calzettoni, sterrati di periferia di terza categoria, sfere di poligoni messi insieme a mano da gioventù subcontinentale.
Ero estraneo alle produzioni italiane sorbite in sala da un Bé l pezzo.
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