venerdì 17 giugno 2011

MILANO ODIA:LA POLIZIA NON PUO' SPARARE (1974) di Umberto Lenzi



L'Oscura Clinica, ospita in questi giorni un paziente molto speciale. La stanza 124 piano F, da tre giorni, ha sempre due "madame" a fare da piantone, a noi medici non è dato sapere CHI si trovi lì dentro,ed il suo vero nome è celato, chissà dove, dietro un anonimo Mario Rossi, così come recita la sua cartella clinica. Le bende celano il suo viso, che amiamo immaginare segnato dalla malavita, ma non i due occhi grigi e fondi, come riflessi di luce su canna di pistola, che ti scrutano mentre lo visiti.
Eseguiamo la terapia prescrittagli dall'Oscuro Primario senza conoscere i veri motivi della stessa, eseguiamo in segretezza intuendo solo i motivi di fondo, somministriamo forti dosi di Cinema Noir a cadenza di tre ore.
In questo momento scruta fiducioso lo schermo, in attesa della sua razione... è  MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO' SPARARE.


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Giulio Sacchi (un Tomas Milian all'apice) è un delinquente di mezza tacca, emarginato perfino dai suoi simili,  un debole violento e pericoloso, prodotto da una Milano che non esiste più , che sapeva già emerginare, che come il resto d'Italia viveva la violenza quotidianamente, in anni che sono stati definiti di piombo. Tenta un definitivo, parabolico verso l'inferno, e devastante "colpo".
Con altri due compari :Carmine "Tabaccaio"

lunedì 16 maggio 2011

MACHETE (2010) di Robert Rodriguez



Il sabato sera, mentre tanti preparano i loro fegati ai bagordi del fine settimana, i drogati di Cinematografia Patologica non possono far altro che recarsi alle sempre meno romantiche multisale, ormai unici erogatori di emozioni filmiche. Così, reclutato l'immarcescibile Doctor Bower ed il mistico TerenziotheDragon (ormai pensionato, ma ancora noto attore del cinema Kung-Fu e WuxiaPing del poco noto panorama Singaporiano), ci apprestiamo alla scelta della Pellicola da visionare... Iniziamo a scorrere con lo sguardo i giganto-poster pubblicitari, ma non appena il faccione butterato e mal cicatrizzato del vecchio Machete ammicca a noi truce, non ci sono dei asgardiani o vacuità Morettiane che tengano, è lui il nostro Messia!!!

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Trailer


                                      


Danny "Machete" Cortez (il monoespressivo e segnato Danny Trejo) è Un Fedéral messicano duro , puro e incorruttibile, che si scontra  col Boss Narco e schiavista Torrez (un altrettanto monoespressivo e bolso Steven Seagal), avendone drammaticamente la peggio, grazie anche alle di lui connivenze altolocate e governative. Costretto perciò ad abbandonare la sua peyotica terra

mercoledì 11 maggio 2011

PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS (1998) di Terry Gilliam


Nonostante le coscienze siano ancora scosse dal terribile aggiornamento a cui ci ha sottoposto L'oscuro Primario, La scienza ci invade con la sua vastità e mestizia, come una droga che appena assaggiata ti condanna a non farne più senza. Spinti da questi nobilissimi sentimenti, ci siamo trovati a spulciare da cima a fondo la piccola ,ma ricca, biblioteca di Cinematografia Patologica. Qui, nel doppio fondo di un archivio in legno,schiacciati e quasi occultati da 5 enormi atlanti di Anatomia Umana, abbiamo rinvenuto  tre volumi. Nell'ordine : Le porte della percezione paradiso e inferno di A.Huxley, Gli insegnamenti di don Juan di C.Castaneda e Paura e disgusto a las Vegas di Hunter S. Thompson. Come Pavloviani cani ci muoviamo all'unisono, verso le piccola sala audiovisivi, prospicente la biblioteca, il divano verde Reagan (l'esor-bimba, non il presidente Americano...) ci avvolge. Lo schermo si riempie dei colori acidi di Paura e Delirio a Las Vegas.......

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1971, un celebre giornalista noto come  Raoul Duke (un pelatissimo Johnny Depp) , la sua decapottabile rossa e  il Dott.Gonzo (un Samoanissimo Benicio Del Toro) di lui avvocato, si stanno recando a Las Vegas allo scopo di scrivere un pezzo giornalistico sulla più cruda, famosa, polverosa, desertosa Gara di motocross del Nevada. Però, visto che ci sono, si portano dietro una valigetta carica al'inverosimile di ogni sollazzevole scioglievolezza in fatto di Sostanze Psicotrope Psichedeliche (si va dall'Lsd

giovedì 5 maggio 2011

PULP FICTION (1994)di Quentin Tarantino




Come atleti olimpionici nell'ultimo sforzo, ci lanciamo anche noi, poveri atleti della Cinematografia Patologica, verso l'ultimo agognato sforzo. I muscoli non sentono più tensione, come fossero liberi dalle stringhe in cuoio che li costringono; gli occhi non avrebbero più bisogno del "Collirio Più" che continua a gocciare, hanno visto la luce...
L'ultima fatica ci ricompensa, l'arte ci aspetta; Pulp Fiction olia le sue smisurate armi da battaglia.

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Mi piace pensare a Pulp Fiction come ad un "nocciolo"( duro ma antifisicamente inconsistente,apparentemente inerte ma radioattivo). Un'opera filmica-nocciolo dal quale tutti gli accenni, tutte le storie dentro le storie, diventano, lontane nel tempo futuro, a loro volta delle pellicole. Il film in questione può essere paragonato solo ad un altro film

mercoledì 6 aprile 2011

BASTARDI SENZA GLORIA (2009) di Quentin Tarantino


Il Primario ,questo losco figuro che ha in mano le nostre vite professionali, ha un senso dell'umorismo sadico e indolente. Il buio che ci avvolge, appena dopo la fine della pellicola precedente, è rotto improvvisamente da un faretto che illumina una figura vestita da gerarca Nazi, il viso è quella del nostro onorato carceriere, ghigna sadico e irrigidito nella sua postura da Nazifascio postmoderno.
Con perfetta mossa militare si gira di fianco, guadagnando ancora il buio con passo d'oca.
Le luci si spengono lo schermo si illumina, e già sappiamo che "Inglorious Basterds" ci accompagnerà per i prossimi 153 min.

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Ultimo film, cronologicamente parlando, del glorioso Quintino, Bastardi senza Gloria, rappresenta un bel passo in avanti nell'evoluzione del regista, dimostra infatti una ulteriore maturazione delle sue tematiche caratteristiche, girando un film "storico" (o revisionista?) ed in costume, mettendo da parte Gangster e Maniaci e Gangster Maniaci Pasticcioni e occupandosi di quelli che la Storia

domenica 27 marzo 2011

KILL BILL vol.1(2003) e vol.2(2004) di Quentin Tarantino





Appena le bianche carni macellate della Sposa si impressionano sullo schermo, sappiamo che ci aspettano più di 240 minuti di visione. Se i nostri calcoli non sono sbagliati la nostra meta formativa è vicina, ma qui , nelle segrete di Cinematografia Patologica, il tempo non ha alcun senso,hanno senso solo le forme in movimento su di un diafano shermo.. sarà opera dell'oscuro Primario questa dolce euforia che ci pervade fin da primi minuti di Kill Bill??

Si è deliberato che la doppia opera del Tarantino verrà sancita e recensita come foss'un film unico (proprio come era nelle sue intenzioni e quei cattivacci delle major non gli hanno permesso!!).
Pensate ad un vol.1 come vostro primo tempo ed al Vol.2 come un secondo tempo..pronti? partiti...     

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     La Sposa (aka Black Mamba aka Beatrix Kiddo) (Uma Thurman)si fa 4 anni di coma ,e le va pure bene,dopo essere stata letteralmente maciullata, in stato interessante evidente, dalla Squadra Mortale Vipere Assassine di cui lei stessa faceva parte, capeggiata

lunedì 14 marzo 2011

GrindHouse:A PROVA DI MORTE (2007) di Quentin Tarantino






Costretti, ma non troppo, ad un sadico aggiornamento professionale, un nutrito gruppo di esperti in Cinematografia Patologica e Traumatologia da Celluloide (tra essi il quiscrivente Doctor Massis), viene legato mani e piedi alle comode poltrone in pelle umana site nell'Auditorium, nelle viscere dell'Oscura Clinica.
Loro Cerbero è "Il Primario", misterioso ed onniscente coordinatore di tutta la Clinica.
Dopo circa 4 ore sempre nella stessa posizione la stanchezza è tanta, ma un rombo lontano, che si fa vicino, ci rinfranca. E' l'inconfondibile suono della Dodge Challenge Ford del 1970, e ci porta verso un lungo viaggio, " A PROVA DI MORTE".
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Per commentare "A Prova di Morte" del 2007, non si può prescindere dal collocarlo come completamento di una idea artistica ben precisa. Tarantino vuole condividere con il regista Robert Rodriguez la creazione di quella atmosfera, ormai perduta, dei cinema degli anni 70 negli Stati Uniti. Ne nasce GrindHouse, un unico grande spettacolo con dentro due film, al prezzo di uno, intramezzato da gustosissimi trailer fittizzi, di film mai, o non ancora prodotti,

venerdì 11 marzo 2011

LE IENE (1992) di Quentin Tarantino
























Dopo, passa un tempo lunghissimo, percepito come tre settimane, passano in realtà pochi secondi, e siamo sempre qua, nella Tana delle Tigri della Patologia Cinematografica, legati alle nostre sedie, con i divaricapalpebre, il collirio (che il nostro primario sta già edulcorando di sostanze psicotrope), a revisionare l'opera omnia Tarantiniana.
Scorrono i primi fotogrammi e il balzo temporale lo facciamo tutti quanti, alla nostra adolescenza drogata dai film di Tarantino, a quei liberi anni 90 prestagnanti ogià stagnanti, vedi il tuo collega Dottor Bower, nei suoi fulgidi diciassette anni sorbirsi insieme a te per la decima volta Le Iene... e lo si gusta, con la stessa fotta d'un tempo.

Eccolo il primo vagito dell'anticristo della cinematografia mondiale!!, eccolo il manifesto di un modo di fare

giovedì 10 febbraio 2011

JACKIE BROWN (1997) di Quentin Tarantino




Era da tempo che il nostro venerabile Primario di Cinematografia Patologica e Traumatologia da Celluloide non ci cazziava. Ed eccoci tutti noi strutturati del reparto, in fila come bimbi delle elementari a beccarci insulti e improperi. Eppure ci impegniamo! eppure curiamo e salviamo drogati di pessimo cinema, educhiamo imberbi e improvidi frequentatori di Sale alla retta via. Ma a nulla valgono i nostri sforzi ed il potere costituito delibera e obbliga allo studio matto e disperatissimo. Veniamo inviati , in blocco, nella sala congressi, che si trova nelle cantine della nostra clinica. Qui veniamo legati alle nostre sedie, ci viene applicato un divarica palpebre che nemmeno Mastro Kubrick riuscì ad inventare e veniamo obbligati alla totale rilettura dell'opera omnia Tarantiniana, in ordine rigorosamente sparso e non cronologico.
Ma perchè tutta questa violenza?? A noi Quintino piace da matti!!
A nulla valgono i lamenti, parte già la prima pellicola, il collirio gocciola già sulle nostre povere cornee, annacquando le nostre congiuntive, partono i titoli di testa: e' Jackie Brown!!!

sabato 5 febbraio 2011

A SERBIAN FILM (2009) di Srdan Spasojevic



E' in queste notti ,limacciose e umide, nebbiose e fetide, passate dentro le mura di questo Ospedale, che si manifesta,come un fantasma, nei corridoi del mio reparto, il Dottor Warlenstein. Rinomato studioso, esperto nelle più nefande arti scientifiche, sorge dagli angoli, appena adombrati dall'onnipresente neon, e si dirige col suo carico avvolto da un nero drappo , verso la sala medici, luogo dove aspetto la fine del mio turno di lavoro.
Ci guardiamo accennando un breve saluto (non parliamo troppo fra noi..), controlliamo che suore, infermiere e colleghi curiosi non siano intorno, chiudiamo la porta, sistemiamo il suo dono sul proiettore, spegnamo le luci, e iniziamo la nostra seduta.
L'omaggio del dottor Warlenstein è una pellicola Serba, chiamata "A Serbian Film" del regista Srdan Spasojevic.

lunedì 31 gennaio 2011

VALLANZASCA Gli Angeli del Male (2011) di Michele Placido


Il Dottor Massis scrosta le sue luride chiappe dal lercio divano che accoglie le sue visioni cinematografiche, e si porta al più vicino erogatore di cinematografia in grande schermo, popcorn caramellati e caramelle gommose.
L'Equipe che ha realizzato l'intervento era altresì composta da due procaci Infermiere (non quelle del bunga bunga) e due esimi colleghi Primari nelle loro Discipline.

martedì 5 ottobre 2010

YOJIMBO - La Sfida del Samurai - (1961) di Akira Kurosawa























Bentornati sulle pagine del Blog di cinema che non ti Aspetti!!!
Torniamo, dopo mesi di pausa, con un Masterpiece della cinematografia Mondiale, un film importante, che fin dal 1961 ha ispirato tantissimi registi moderni , parliamo di Yojimbo di Akira Kurosawa.
In un Giappone dell'epoca Edo, affetto da povertà e signorotti corrotti e avidi, si aggira un Samurai solitario: Sanjuro Kuwabatake(Toshiro Mifune), abile con la spada, che si sostenta vendendo i suoi servigi come mercenario.
Capita, nei suoi peregrinaggi, in un Villaggio sconvolto, oltre che dalla povertà, dalla faida tra due famiglie influenti che dividono, di fatto, le sorti dei villani.

giovedì 3 giugno 2010

EX-DRUMMER (2007) di Koen Mortier




Dopo lunghissima assenza dettata da impegni di lavoro, eccoci tornati!! Con il lussureggiante Blog di cinema che non ti aspetti!!
Torno a voi, miei appassionati amici, con un film che ho conosciuto grazie alla segnalazione di uno di voi, maniaci di Cinema non scontato.
Il film in questione è Ex-Drummer, batte bandiera Belga, è del 2007 ed è diretto dal regista Koen Mortier, qui alla sua opera prima.
La visione di questo film è un'esperienza shockante!

mercoledì 31 marzo 2010

RED CLIFF - La Battaglia dei Tre Regni - (2008) Di John Woo



Alzi la mano chi non ha mai visto un film di John Woo, non prodotto da Hollywood!!??!!
Il regista, divenuto famoso ,in occidente, grazie a film di pura azione quali :Face Off, Nome in codice Broken Arrow e Mission Impossible II (che personalmente reputo film appena passabili!!) ; ha iniziato la sua lunga carriera alla fine degli anni Settanta, proprio lavorando per la munifica fabbrica di sogni HonkKonghese. Fino al 1993 , quando è stato finalmente notato da Hollywood, ha girato una serie lunghissima di pellicole tutte d'azione ma che hanno saputo spaziare attraverso le più disparate tematiche, dal classico film di arti marziali, a film smaccatamente Pulp o noir, ma comunque con forte dosi di violenza, azione, trovate geniali. Nell'86 gira A Better Tomorrow film diventato campione d'incassi in Asia e film da Culto in tutto il mondo.
Dal 1993 ,come detto, collabora con i produttori americani, girando dei film d'azione, che, col passare del tempo, risultano una pallida imitazione della produzione in Honk Kong: meno freschezza, novità e genialità, forse un pò troppo imbrigliato dai codici commerciali e culturali che gli vengono dettati dall'alto.Non potendo più calcare la mano fino in fondo, perde la naturalezza in scene che, di naturale, hanno comunque poco; acquista sicuramente in mezzi tecnici, potendo creare film sicuramente molto ben fatti, ma spesso privi di cuore.
Questo lungo preambolo per parlare dell'epico, colossale e indimenticabile Red Cliff - La Battaglia dei Tre Regni-(snobbato dai Cinema Italiani, ma trovabilissimo in Dvd, anche a noleggio), uscito nel 2008, battente bandiera Cinese (John ha riportato qualche soldino dall'america?), un colossal all'orientale, con attori di grande levatura, tematica storica ben congegnata, con una deliziosa imbevitura di filosofia orientale, in particolare del libro "L'arte della guerra" di Sun Tzu.

domenica 14 marzo 2010

IL GRANDE SILENZIO (1968)di Sergio Corbucci



Il 1968 è stato un anno molto florido sia per il regista Sergio Corbucci, che per il genere Western, in questo unico anno prendono vita tre Western del regista: Il Mercenario (già recensito in questo Blog), Gli Specialisti ed il nostro Il Grande Silenzio.
Un Western sicuramente sui generis, sia per ambientazione, le montagne dello Utah sepolte sotto metri di neve, sia per un uso più marcato e visivamente forte della violenza.