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martedì 9 febbraio 2016
ZORAN, IL MIO NIPOTE SCEMO (2013) di Matteo Oleotto
" Alfio io lo so come la pensi...però secondo me la religione non serve a niente:
se sei mona* e credi in dio, crederai nel dio dei mona."
Si: ho inserito la 'frase del film' in capo e non in coda.
Perchè: non c'entra quasi nulla con film e storia, personaggi ed ambientazioni, per come e per cui, ma è la maniera migliore d'introdurlo e farvelo annusare.
Di nuovo si : parlasi di cinema italiano recente e con entusiasmo. Con la medesima ingravidatura di paciosa soddisfazione ch'ebbi l'ultima volta per una pellicola uscita quasi in contemporanea (con caratteristiche per altro similari in genesi e struttura artistica alla presentatavi qui di seguito) e che per altro doveva anticipare di un paio di giorni l'uscita di questa recensione commentativa e poi invece son passati tre anni. Quindi tenete buono tutto il discorso ed il film di cui prima e abbiate la compiacenza di ammettere che, un migliaio di albe scialbe circa addietro, precognizzai allegramente l'attuale scenario pellicolo italico che vede l'ultimo meraviglioso Caligari (-daun'ideadiValerioMastrandrea) apripisteggiare situazioni del genere "Lo chiamavano Jeeg Robot" e"Sempre meglio che Lavorare" dopo "Suburra" e tutte quelle altre simpatiche iniziative di genere che sappiam fare bene solo qui. Diciamoglielo. Di nuovo. Di brutto.
giovedì 30 luglio 2015
IL TEMPIO DI FUOCO (1986) di J. Lee Thompson
C'è stato anche il momento del summit editoriale annuale del reparto di Cinematografia Patologica.
O meglio: l'H.M. Stanley[senza Kubrick] di turno (mestessoilmedesimo) ha finalmente supposto di rintracciare il David Livingston dell'occasione nella giungla inesplosa dei fatterelli della vita: il Primario Dottor Massis, continuamente contumeliato per la convinta e continuata contumacia dalla publicazione nel e per il SUO blog che sarà quasi un anno.
Tradizionalmente, ecco che mi s'impone la sferza, la guida, la rampogna, le idee e il lauto giudizio di chi mi ha in cura, ospintandomi in questo spazio cinefiliaco di ghiotti recuperi e nuovi sbrillini per gli occhi.....
.....AhiMà invece, il mio luminare prediletto aveva in serbo solo criptiche quant'ermetiche esperienze da vivergli accanto, quasi fossi un tonsuratissimo padawan zen al niubbo, stenterellissimo, terzo anno su 5 di silenzio obbligato zitto & spazza presso il Venerabile del Tempio[1].
Dapprima, ho consumato un lauto pasto insieme al Principe del Trash ,un appassionato di arti marziali[2], ad un esploratore di narrazioni avventurevoli ed a una Fragoletta istruita nei migliori collegi, educata e raffinata[3].
Susseguentemente, in coppia con il pard di una vita, uomo quanto mai diverso da me, intelligente, professionale, quieto e compassato, la cui unica preoccupazione è quella di tenermi lontano dai guai che procuro a tutti con la mia esplosiva gaudenza psicotica[4], sono giunto ad un sacrario nascosto[5] e ivi sottoposto a temperature di fuoco[6] e indianate sciamanistiche[7], mentre gozzovigliavo ritrovando amici dispersi d'un'epoca remota che han salvato la situazione[8]. In mezzo, nessun interessamento nè commento, suggestione o consiglio, decisione od elenco di pellicole da sottopormi, solo musica ipnotica.
martedì 14 luglio 2015
VIZIO DI FORMA (2014) di Paul Thomas Anderson.
Non desidero parlare di quanto questo film mi si sia fatto attendere studiatamente, tra connotati azzeccati del casting, estrusioni felici d'autori culto, note accettate di musiche molto alte stilisticamente e registi di duro gusto et gesto.
Farò tutto il possibile per non perculare allo sfascio deboscio tutti quanti quelli che si sono espressi, innocentemente scemi quali ritengono di poter portarsi intorno, dubbiosi od addirittura perplessi dallo svolgersi degli eventi nella narrazione e la loro encomiabile conclusione.
Mi sono attrezzato filosoficamente all'evitare scappatoie inHerenti quali il semplice compostaggio di un Paura e Delirio a Las Vegas attraversato in vestaglia da quel Drugo che è il Grande Lebowsky, dipinto nella sua tragica nostalgia come The Eternal Sunshine of the Spottless Mind, per diventare l'L.A. Confidential investigata da un BarFly.
Vi evito anche la collocazione stilistico/ideologica dell'Autore del romanzo, Thomas Pynchon, vicino ai Vonnegut , H.S.Thompson, Bukowsky, Kerouac, Steinback ed un paio altrettanto validi altri, come a cercare il piùppossibile di non farvi notare cosa sarebbe necessario aver adorato tutta la vita per capire.
mercoledì 17 giugno 2015
CONDORMAN (1981) di Charles Jarrott
Sbarri la miopia atterrita di stille di futuro all’incerta
tenebra delle abituali tre/quasi quattro, strattonato dalla cassa toracica che
s’infrange sulla tachicardia del presente allucinato di disperazione ricacciata
nei vasi sanguigni placcati d’angoscia, rinsecchiti, fuggiaschi, stremati di
continuità alla vita. Quella becera ed ignorante del trascinarsi attraverso marcite
malmostose di procrastini schifosi, vigliaccherie finanziarie, moralità addotta
del necessario e bulimia alla voglia di fallire. Picconi l‘ardesia dell’inevitabile
scheggiandoti le mani brancolanti una salvazione che non puoi nemmeno
sussurrare, lacrimare o sudare; che devi rimanere qui, nel banchetto purulento
delle perdite definitive, isteriche di fame dei tuoi visceri, golose di quel
brandello di Essere abbandonato e povero di aria che ti rimane. E magari
potesse risolvere l’unica cosa di cui t’abbeveri: il respiro tranquillo di ciò
che hai creato per egoismo, da annusare in una stanza o abbracciare disperato
d’amore non dato, biascicando semi di una vita non tua.
Chiedendo e chiedendoti
perdono di colpe che hai voluto per sentirti terreno, dilani urli muti di carne
interna.
Nell’insensato fulgore di tutto il non fatto, che un
crogiuolo metallurgico cola dentro le tue ossa più sottili scolpendo spine
granulose in raffreddamento diaccio e crudele, balena un “Ma com’era?”.
Com’era prima? Ancora addietro alle gioie ed ai trionfi spensierati
e furenti di quando crescevi?
Com’era, a quel tempo di canti lisergici ed inutili, sonnambuli
in mezzo alle fate inconsce dell’infanzia.....?
sabato 14 settembre 2013
L'ARBITRO (2013) di Paolo Zucca
(Anteprima dalla morgue)
Ero lilì per capoversare il seguente commentario con uno dei miei soliti, introduttivistici, allucinanti pipponi; vertendo di Epica, Mitopoiesi nella creazione audiovisiva, gli archetipi visuali della cineproduzione italiana dal'1900 ad oggi, MostriSacri sulle cui spalle tutti poggiano i piedini ed ulteriori eccetera.
Scancellandomi come poche volte mi trovo a fare - nel senso proprio di sbattermi un manufatto ad ante battenti di ghisa sul muso, da solo - sono rimasto chiuso fuori dal mio stesso incipit, in piena luce impietosa nell'occhio di bue' dell'ignoranza. Fondamentalmente inutile, che stessi a fare fin da subito il saputo, imparato e magnileggente.
Ero del tutto all'oscuro dell'uscita di questo film, fin quando una Signora Amabile con Brio s'è brigata di sollevare la questione della nuova fatica interpretativa del Padre della Prole di Laetitia Casta, uomo dal multiforme indegno, ingombrante profilo artistico; uno dei più vituperatamente discussi della Nazione. Sicchè sono Accorso .Saranno state le due settimane fa,tre,tò..
Ero sinceramente digiuno del tutto sulla produzione cortometraggica del regista, validissima e gigapremiata oltrechè molto considerata negli ambienti che ne sanno, di cui questo film costituisce l'esordio nelle sale della grande distribuzione.
Ero e permarrò sempre, una brada capra in materia di fede calcistica, calci, calzettoni, sterrati di periferia di terza categoria, sfere di poligoni messi insieme a mano da gioventù subcontinentale.
Ero estraneo alle produzioni italiane sorbite in sala da un Bé l pezzo.
martedì 16 luglio 2013
WANTED (2009) di Prabhu Deva [3-4]
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| ECCE OMO |
Dite la nuda e cruda verità.....più nuda e cruda di LUI qui sopra: quanto tempo è passato dall'ultima volta che avete visto un film che va in crescendo rossiniano nel finale? Una pellicola prodotta nell'ultimo, chessò decennio, almeno, che non svacchi schifa sgonfia sull'epilogo; che promette e seduce per idee, ambientazioni e storie per la durata di una farfalla data alle fiamme dal solleone nel mezzogiorno della sua esistenza, eppoi invece s'accascia, spompata dal down di botta del suo sceneggiatore tossico ed in sciopero creativo prolungato, appena dribblata la trequarti. Quante, quante opere vi hanno imbizzarrito per l'arraffazzonata conclusione a scapito di logica, dialoghi, ritmo?
La maggioranza, ne sono consapevole. Un mucchio.
E' un fattore di decadenza culturale, di abbassamento della durata della soglia di attenzione media. Del multitasking imperante, delle multinazionali delle reclame. Del Drive In e del Bagaglino. Di Michael Bay (che cazzo c'entrino quest'ultimi, chiedetelo ai citati: ce l'hanno TUTTI. SEMPRE. Con loro....)
Si dà invece il caso che nella factory della Settima Arte situata nel Sub Continente Indiano, che proprio in questi giorni celebra i cent'anni di attività frenetica, codeste scostumanze occidentali non ce l'abbiano. Vuoi per tema del pubblico particolarmente sanguigno, che è un attimo che, deluso o addirittura annoiato, ti parta con una carneficina interrazzialreligiosa da morti ammucchiati agl'angoli delle strade; vuoi per vigoroso ossequio alle regole del cinema di un tempo più Fausto (ma anche Tommaso, Ruggero o Pino, per carità); vuoi per un fattore meramente antistatistico e stòcastico (trad: puro culo) che mi ha offerto incredibilmente la visione si, di un'inezia di quel ponderosissimo catalogo, ma tutta caratterizzata da uno sviluppo come Brahmacomanda della struttura narrativa, con tutti i pezzi montati (si fa per dire) al loro posto e poi spremuti ed intrecciati saldamente per estrarre il succo della faccenda finale.
Ecco qui, per molti ma non per tutti, per chi l'ha visto e per chi non c'era, per tutti coloro che non si sono persi d'animo di fronte a post con qualche minuto d'attenzione da dedicarvi in più, rispetto ad un cinguettio da dislessici dissociati disimparati dealfabetizzati, il gustoso guiderdone per la fiducia e l'entusiasmo dimostrato.
E già lo so che serpeggia persin tra i fans più sfegatati il dubbio legittimo di che fine abbia fatto il film Action/Gangster/Pulp/Poliziesco che posters e presentazione promettevano, dopo aver sopportato più di un'ora di bagatelle tra fidanzati, trip glassati e timide promesse di violenza davvero convinta. Ne sono assolutamente consapevole.
Proprio per questo ho appositamente lasciato la locandina originale di lancio, il cartonatone gigante che appariva ovunque la sera della premiere, per ultima, tra le disponibili usate per l'intestazione, in omaggio alla linea narrativa della pellicolona epica, che da ora fino in fondo vi travolgerà come un maglio da demolizione per twistate vigliacche, shoccanti rivelazioni e l'abbandono completo di ogni briciolo di romanticheria zuccherosa latente. Finalmente.
lunedì 24 giugno 2013
WANTED (2009) di Prabhu Deva [2-4]
Benritrovatissimi al secondo segmento narrativo di questo viaggione nell'epica ipercinetica di un mondo cinematografico ALTRO come pochi possono essere. Foriero non solo di smargiassate registiche, costumanze scostumate e momenti mori ad un certo modo anche occidentale di imbastire trame e mettere su digitale personaggi incresciosi, ma soprattutto di squisita inconsapevolezza di mezzi espressivi, drammatici nel comico e scompiscianti nel tragico, di accostamenti d'abbigliamento rivoluzionari del pranzo in panza.
Si può però davvero pretendere di relegare nella semplice inadeguatezza cognitiva dei fabbricanti, un segmento così prepotente del broadcasting mondiale, che vanta appassionati in tutto il globo terracqueo, Italia compresa (senza far leva necessariamente sui numerosissimi nativi in diaspora) ? Qui folle deliranti si bevono le seghe di Twilight , Fast & Furios, American Pie o serie televisive/reality destinate ad un targeting dichiaratamente stazionante un quattro gradini al di sotto della nicchia evolutiva Sapiens ... e vogliamo essere proprio noi a giudicare?
Si legga, ad esempio, la review fatta all'epoca del lancio, dall'autorevole Times of India.( Per in non anglofoni riassumo informando che il film viene presentato e categorizzato perfettamente in un filone "datato" di due decenni rispetto al gusto attuale Bollywoddiano. In pratica: un'operazione di riesumazione di uno stile action macho alla "Jimmy Bobo" & Co. ANNI PRIMA di quest'ultimi. Con il medesimo successo di pubblico e critica.)
Ma ciancio alle bande, come direbbe il Dotto.EhiOohh!Belli freschi ed atticciati, appizzati e atterriti, eccovi, sempre a passo praticamente e bollywoddianamente uno, sessanta ulteriori minuti di WANTED!!
martedì 11 giugno 2013
WANTED (2009) di Prabhu Deva [1-4]
Sarà che la leviatanica landa cinematografica con sede a Mumbai, dai confini sterminati e gremita di prodotti quanto di persone il paese, ha sempre operato su di me un fascino blasfemo, un richiamo mutuato dall'antichissima mitologia di quella incresciosa multicultura monociglio che brulica penzolando da 10.000 anni sotto il massiccio orografico più imponente della crosta terrestre.
I motivi saliranno a galla dal maelstrom mano a mano che ci addentreremo insieme e per la prima volta in questo universo bambino e vegliardo, insieme ingenuo e pudico quanto spregiudicatamente decadente di stravizi osceni reiterati nelle ere. Per farlo, ho dovuto prima impratichirmi sul campo di generi e realizzazioni, sciacquar panni in Gange, distinguere di decenni produttivi e filoni etnici, discernere su graduatorie alfabetiche impensate, superare trincee ampie e profonde scavate dal gusto occidentale, l'ottica paneuropea, dal palato viziato e selettivo comunemente detto Sciccoso e Radicale dai tamarri.
Si: ho preso il vizio del Cinema di Bollywood.
E' cominciato tutto a piccole, spassosisime dosi, come sempre. Sbellicanti spezzoni, trailer ODDIOMACHEE''?!?, paradossali mimiche arciconvinte, notizie fantasiose ammantate di cruda realtà, cifre scandalose di produzioni e odience, interpeti maschili di greve ed affranta bruttezza adorati come divinità, divinità femminili di somatica ultraterrena ad interpretare attrici. Sarebbe semplice paragonarne impatto e assunzione gustativi a quello che si ha con la gastronomia locale. Semplicistico e fuorviante: qui ci vuole molto più stomaco, e un palato calafatato con la ghisa. Ma non solo: è un esercizio intellettuale estraniante e generoso, un viaggio interplanetario e temporale, verso una meta stilistica e componitiva remota nel nostro futuro culturale ma in cui, inconsapevolmente, l'Occidente stà muovendo i primi passi.
Con all'attivo decine di ore di lungolunghissimimetraggi (la media si aggira nei 150 minuti a botta), autentici parchi a tema di sterminante caleidoscopica idiozia involontaria, trashumine elevato al cubo su vette inesplicabli di orrori estetici, sfondoni di sceneggiatura commensurabilmente pietosi, montaggi di pellicola gettata volontariemente attraverso un ventilatore, inquadrature ubertose nella loro leziosità involuta; ho deciso di mettere a parte i colleghi di Cinematografia Patologica dei miei orgiastici ottovolanti di visioni smandrappate, con una selezione esemplificativa di quello che al di qua del continente indiano è considerato il Bollywood Style.
Ammessa l'osticità del soggetto, non mi accontenterò di una vigliacca descrizione, magari allettante, per poi nascondermi in attesa che qualcuno abbia il coraggio e la charas bastante per sorbirsene la visione. Nossignore.
venerdì 7 dicembre 2012
THE BAYTOWN OUTLAWS (2012) di Barry Battles

Brick (Clayne Crawford), Mc Queen (Travis Fimmel) e Lincoln(Daniel Cudmore) Oody sono tre fratelli del dirty south Alabama. Cresciuti da un padre violento ed assassino (apparteneva pure al Ku Klux Klan), ne vengono fuori , balordi, ignoranti, completamente rincitrulliti, nonchè delinquentissimi. Dopo la morte di papà Oodey (nel lontano 1986) alla loro diseducazione pensa lo sceriffo Henry Millard (Andre Braugher), che sfrutta la tendenza antisociale dei tre per farne una squadra di killer di altri delinquenti, rendendo la contea sotto il suo controllo quella col più basso tasso di criminalità, garantendo impunità ai fratelli Oody e facendo eliminare "la feccia da altra feccia"... Durante una loro "azione di pulizia" i tre vengono assoldati dall'incandescente Celeste Martin (Eva "casalinga disperata" Longoria), che per la modica cifra di 25 mila testoni chiede loro di recuperare il figlio disabile Rob (Thomas Sangster) dalle grinfie dell' ex marito Carlos Lyman (Billy Bob Thornton), Boss della droga Texano... Il recupero avviene, ma non la morte di Carlos che ,miracolasamente scampato all'attentato, scatenerà contro i nostri eroi redneck ben tre squadre di Assassini, composte nell'ordine da: Puttane motocicliste Letali, Posse di Camionisti Pirati Niggaz ed infine Banda di Pellerossa scalpatori (giusto per non tirare in ballo troppe minoranze...).
Brick, McQueen e Lincoln avranno delle belle gatte da pelare. In una esplosione di azione, adrenalina, battute politicamente scorrette, scazzottate e belle tope , troverà spazio l'agente governativo Anthony Reese (Paul Wesley) deciso a fare luce sui troppi delitti dei tre e sulle connivenze dello sceriffo Millard...
martedì 2 ottobre 2012
LA PATATA BOLLENTE (1980) di Steno
Se dovessi fare una classifica degli attori più sottovalutati della comicità cinematografica Italiana penso che Renato Pozzetto salirebbe sul podio. Tra i suoi film è noto e stracitato Un ragazzo di Campagna (1984), non un film eccelso, a parte qualche sketch ben riuscito e qualche battuta divertente, ma che ad ogni passaggio televisivo fa degli ottimi ascolti.
A ben vedere, la filmografia di questo attore è costellata di piccoli gioielli della comicità surreale e naif e da collaborazioni con registi e attori di tutto rispetto.
Gioiellino nascosto nei recessi della memoria (ma non troppo,visto che viene riproposto frequentemente in Tv) , ma di urgente attualità è LA PATATA BOLLENTE del 1980 (anche se tanti ,wikipedia compreso, lo accreditano al 1979) ,alla regia c'è Steno.
Bernardo Mambelli detto il Gandi (Renato Pozzetto), ex pugile, operaio in una fabbrica di vernici è Comunista dalla testa ai piedi, iscritto al Partito e rappresentante sindacale. Carismatico e forzuto è un punto di riferimento per i suoi compagni operai. E' fidanzato con la bella Maria (Edwige Fenech) impiegata alla mensa della fabbrica. Una sera un gruppo di fascisti malmena davanti ad una libreria "alternativa" Claudio (Massimo Ranieri), l'intervento del Gandi, a suon di cazzotti, li mette in fuga. Vedendo in difficoltà il giovane, che non sa dove andare a rifugiarsi, il nostro decide di ospitarlo a casa sua. Qui scopre che Claudio è omosessuale. Impaurito di ciò che i suoi compagni e colleghi, i vicini e la fidanzata potrebbero pensare di lui se scoprissero la cosa, decide di nasconderlo,
giovedì 26 aprile 2012
THE RUM DIARY (2012) di Bruce Robinson
Diario del Proff.Granpasso. Data Avaloniana 52#40#2102 (-070 per chi chiama da fuori Continente)
Lo devo ammettere: la botta è stata forte.
E’ arrivata alla testa come un tumbler di cachachiña a colazione, ha affrontato le mie budella come un Rusty Nail a digiuno e mi ha lasciato incapace di connettere altro che stupore da ebbrezza come un doppio addio al celibato zingo carpiato di quelli dadaisti.
Un King Kong munito di piatti d’ottone ha preso possesso del mio groppone cinefilo con prepotenza e peso, regredendo a scimmia urlatrice isterica senza soluzione di tregua e bloccando qualsiasi possibilità di concentrarsi su altri prodotti audiovisivi. Mi consola sapere che anche i miei più giovani collaboratori abbiano subito pesantemente gi stessi effetti, mano a mano che si visualizzavano le prime locandine, e che soprattutto il casting andava dipanandosi e ufficializzandosi.
Ho sospettato per un poco, prima di condividere con loro il materiale arrivatomi, che fosse solo il mio vecchio cuore, a non sopportare più certe situazioni. E’ stato come veder infilarsi lentamente, una ad una, le dorate calibro 45 nel tamburo della Colt del cacciatore di teste che ti ha stanato e ora vuole la tua pellaccia. Lisce, precise, letali, lucenti. Perfette. Poi una Gatling montata su una sella ha fatto piazza pulita delle scarse, misere, indecise possibili resistenze. Un NERDMASSACRO.
Cazzarola, dice. Questa sì che è una rece dal cipiglio entusiastico fin dalle prime righe! L’ex Sig.Paradise-che il paradiso ce lo vedeva solo lui- ha svoltato!Ha fatto il botto d’autore! ANvedicherobba che vado subito a prendermi i biglietti!
MAnnò,fermi. Che cosa fate…Del film che ho appena visto in compagnia di un gallone di distillato di canna da zucchero di quello serio e di una pulzella polposa doverosamente alticcia parlo subito dopo. Appena finito di pusherarvi addosso senza ritegno questa poderosa robbba.
La prima è sempre gratis,lo sanno anche i bambini.
WESTERN. Di Quentino il Tarantino in ossequiosa genuflessione al suo idolo Corbucci e con tipo, nonloso:LeonardoDiCaprioSamueleL.Jackson CazzoChristophWaltz! KurtRussellJamieFoxx nella parte che fu di FranconeNERO(AHAHA)DonJohnsonKerry WashingtonFranco NeroSTESSOporcacciazozza...
…arrivata la streppata?
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