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martedì 23 febbraio 2016

THE HATEFULL EIGHT (2015) di Quentin Tarantino


 Al Primario a questo giro sarebbe dovuto  toccare, per la prima volta in vita, di vedere un film al cinema da solo. Un po' lo desiderava anche, per creare un po' di quella intimità che fra lui e Quintino non c'è mai stata, Perchè i suoi sono sempre stati film da vedere almeno in due, da condividere, da spacciare come un pusher a chi non conosceva la nuova sostanza psicotropa,  anche solo per avere un altro con il quale strabuzzare gli occhi, o per vedere replicato lo sguardo compiaciuto ed esaltato nelle esplosioni di violenza, o per ondeggiare le teste al ritmo delle musiche selezionate.Stavolta sarebbe dovuto essere un tet a tet, nello splendore dei 70mm, due nerd postmoderni, uno dietro la macchina da presa, l'altro dietro il suo sguardo truce, un barile di pop corn ed un termos ghiacciato di Schweppes al limone.
Invece il caos legalizzato che chiamiamo universo ha congiunto i suoi astri e grazie al Mitiko Aristarco di Samo, uomo degli assemblaggi improvvisi, Il Primario è stato arruolato in una banda di Magnifici Sette, pronta a confrontarsi, retine spianate, con i fantastici Odiosissimi Otto che Mastro Quintino ci ha confezionato. I suoi compagni di viaggio sono affidabili e fini conoscitori della materia cinematografica, maestri di sceneggiatura e quarti dan di critica cinematografica patologica, ma prima che il film inizi non arrischiano pronostici o commenti, tutto è fermo, come gli istanti che precedono un triello, non cigola nemmeno la porta del saloon, tutto è ovattato come sotto metri di neve..... 


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La guerra Civile è finita, non la violenza o la durezza delle condizioni di vita e climatiche nella frontiera selvaggia. Una diligenza inseguita da una terribile tormenta di neve caracolla verso la cittadina di Red Rock al suo interno il

giovedì 25 luglio 2013

IL MUCCHIO SELVAGGIO (1969) di Sam Peckinpah




D'estate c'è quel caldo che, traspirando dal cemento, diviene sudore che imperla la fronte, le ascelle, anche gli occhi ,tutto. Semisvenuto in un ambiente casalingo dove, già poco lontano dall'orizzonte, si formano i primi miraggi: cosa c'è di più acconcio di un bel film western? Risalgono a galla i ricordi dell'infanzia e preadolescenza, quando le reti private sparavano western a raffica, classici e non, ad allietare i pomeriggi a 40 gradi all'ombra, sopra il divano, sudato anche lui, un pò a russare, un pò a scacciare mosche dalle dita dei piedi. L'estate e i film Western, un connubio inscindibile, fatto di semi d'anguria e qualche birra sul tavolino, brutti ceffi, sigari, sudore e polvere da sparo. Così è, in questo climaticamente infernale fin di Luglio (almeno qua, ne la isla del Sol), che cerco refrigerio da un regista che sempre amai, che mai deluse, nemmeno nei film più controversi (quasi sempre quelli con le Major, come al solito..).
E' tempo de: IL MUCCHIO SELVAGGIO (The Wild Bunch) di Sam Peckinpah.

(vi vedo la, che ridacchiate in ultima fila..nonostante il titolo possa fraintendersi,non si tratta di un porno..quello si chiama Mucchio Selvaggio ,senza "Il", ed è del regista Matteo Swaitz, così magari i cultori se lo recuperato...)




Texas. Confine tra US e Messico. L'inafferrabile Pitch Bishop

martedì 22 gennaio 2013

Django Scatenato (2013) di Quentin Tarantino


Dalla Morgue di Cinematografia Patologica va ora in ondaaa

"Tutto il Django minuto per minuto". Alla recensione: Massis e Giocher...


  Lo aspettavamo da tanto tempo, io ed il Prof.Grampasso (d'azzurro ingrisagliato per ovvio omaje ad...Austin Powers), ma da così tanto tempo che ormai s'eran perse le speranze di vedere un western spaghettoso e ipercinetico. Tantissimi sono stati gli omaggi del mastro Quentin, in tutti i suoi film, dei più disparati prodotti dal grilletto facile nostrani dei seventies, ma mai,MAI,avremmo creduto egli avrebbe osato tanto!!! Ci sentiamo come quando i nostri genitori nei lontani e adamantini anni 60 si appropinquavano alle sale fumose per vedere un western di Leone o Corbucci... 

 "Io professoralmente erano un 19 annetti netti che aspettavo questo film. Anche se non potevo saperlo, ma l'avevo presagito a primavera scorsa, quando si erano ufficializzati i rumors. E dire, pur ospite di questo spazio smaccatamente votato al Divo figlio della padrona di casa di  Tom "Bones" Malone e Lou "Blue" Marini della Blues Brothers Band, che non sono mai stato un grande fan tout court del nostro, in attesa com'ero della conferma del suo talento da quando uscii dalla prima visione in sal oon del Pulp Fiction nell'anno del sigg. 1994.
I suoi poteri di preveggenza sono noti ma, se permette, Oh Professore, la precederei nel descrivere la trama....

 Sud degli Stati uniti,Texas, 1850 circa. Inverno.Esterno notte.