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sabato 10 agosto 2013

DJANGO 2 : IL GRANDE RITORNO (1987) di Ted Archer


L'aria è sempre più rovente, ma grazie ai prodigi della scienza condizionata, dai corridoi di Cinematografia Patologica resistiamo, quindi giammai desistiamo dall'intento di portare avanti la rubrica: "Tutti i Djanghi...". Se ricordate, il tutto nacque sull'onda del successo del Django Unchained, unico vero campione d'incassi del 2013. Abbiamo trattato il capolavoro di Corbucci del 1966, ed ora? Facciamo un salto temporale di ben 20 anni, tanto i fans dell'originale ed unico Djangoooo ebbero d'aspettare per vedere il sequel ufficiale, pentendosi di ciò che desiderarono, poveri illusi, dopo appena pochi minuti di visione...
Come ci ricorda un incipit nostalgico e inutilmente simbolico, sono passati vent'anni e Django (Franco Nero l'unico e inimitabile) ha deciso di farsi prete e di trasferirsi in un convento in Colombia, in pratica spacca legna e prega, in un'auto-imposta clausura: adesso si fa chiamare padre Ignacio (sic!).
 Dal passato spunta però una bella topa,

mercoledì 6 febbraio 2013

DJANGO (1966) di Sergio Corbucci

 
Come diceva il socio Giocher, questo duemilaecredici (che con le elezioni cambierannolecose) è partito col super botto!!.
 L'evento di questo primo scorcio di anno nuovo è stato senz'altro Django Scatenato del sommo Q.T.... quindi ci si domandava: "Non sarebbe il caso di farci un ciclo di review Django-related? e chiamarlo "Tutti  i Django del mondo?". La risposta è SI, con qualche SE e pure tutta una serie di MA.
SE parlassimo solo dei film ufficiali sopra il personaggio Django™, con una sua propria continuity, ci ridurremo a due soli films: il capolavoro/capostipite del 1966 e il sequel di quasi vent'anni dopo (1987) diretto da un tale Ted Archer (becero pseudonimo)!..MA i western italiani degli anni '80 non sono proprio il massimo, vero? Gli spaghetti western definiti "tardi" tendono, in genere, ad assembrare accozzaglie di luoghi comuni, perchè questo sarebbe diverso? MA Rino Gaetano che diceva a proposito di suo fratello-figlio unico?..ecco, appunto..."mai criticare un film senza prima, prima vederlo".. Quindi la prossima volta vi beccate  Django Strikes Again o Django 2 il Grande Ritorno del 1987!!...MA nel lontano 1966  Tedeschi,  Inglesi e  Americani   impazzirono letteralmente per il capostipite di tutti i djanghi (quello di cui andremo a parlare tra breve..), E Noi, Italioti che non siamo altri, fiutammo il bisnèss chiamando, da quel momento in poi, "Django" qualunque  protagonista-pistolero biondo dagli occhi cerulei nel raggio di due decenni (c'è, ad esempio, un interessantissimo "Preparati la Bara!" del 1968 con Terence Hill/Django...) visto che Sergio Leone, furbo come una faina,  al suo "Biondo", un nome non lo diede mai......
Quindi, SE recensissimo TUTTI i film con Django nel titolo (che sono molterrimi e non tutti di buon livello), fracasseremo il tessuto gonadico dei nostri pochi lettori con film evitabili e potremmo ribattezzare il nostro blog di cinema, "il blog dei film di Django che non la smetti"....
 Insomma come lo organizziamo questo ciclo "Tutti i Djanghi.."?!?
Facciamo che, italianissimamente, decidiamo di non decidere e quel che verrà verrà, cheiseràserà?
Facciamo che per il momento recensiamo i due Djanghi  ufficiali e vediamo quali degli ufficiosi merita?


OK, partiamo con l'unico, inimitabile, multicitabile: DJANGO  del 1966 di Sergio Corbucci!!!


martedì 22 gennaio 2013

Django Scatenato (2013) di Quentin Tarantino


Dalla Morgue di Cinematografia Patologica va ora in ondaaa

"Tutto il Django minuto per minuto". Alla recensione: Massis e Giocher...


  Lo aspettavamo da tanto tempo, io ed il Prof.Grampasso (d'azzurro ingrisagliato per ovvio omaje ad...Austin Powers), ma da così tanto tempo che ormai s'eran perse le speranze di vedere un western spaghettoso e ipercinetico. Tantissimi sono stati gli omaggi del mastro Quentin, in tutti i suoi film, dei più disparati prodotti dal grilletto facile nostrani dei seventies, ma mai,MAI,avremmo creduto egli avrebbe osato tanto!!! Ci sentiamo come quando i nostri genitori nei lontani e adamantini anni 60 si appropinquavano alle sale fumose per vedere un western di Leone o Corbucci... 

 "Io professoralmente erano un 19 annetti netti che aspettavo questo film. Anche se non potevo saperlo, ma l'avevo presagito a primavera scorsa, quando si erano ufficializzati i rumors. E dire, pur ospite di questo spazio smaccatamente votato al Divo figlio della padrona di casa di  Tom "Bones" Malone e Lou "Blue" Marini della Blues Brothers Band, che non sono mai stato un grande fan tout court del nostro, in attesa com'ero della conferma del suo talento da quando uscii dalla prima visione in sal oon del Pulp Fiction nell'anno del sigg. 1994.
I suoi poteri di preveggenza sono noti ma, se permette, Oh Professore, la precederei nel descrivere la trama....

 Sud degli Stati uniti,Texas, 1850 circa. Inverno.Esterno notte.

domenica 14 marzo 2010

IL GRANDE SILENZIO (1968)di Sergio Corbucci



Il 1968 è stato un anno molto florido sia per il regista Sergio Corbucci, che per il genere Western, in questo unico anno prendono vita tre Western del regista: Il Mercenario (già recensito in questo Blog), Gli Specialisti ed il nostro Il Grande Silenzio.
Un Western sicuramente sui generis, sia per ambientazione, le montagne dello Utah sepolte sotto metri di neve, sia per un uso più marcato e visivamente forte della violenza.

domenica 24 gennaio 2010

IL MERCENARIO (1968) di Sergio Corbucci


Se volete vedere uno dei duelli più belli del cinema italiano, non dovete assolutamente perdere questo film!!
Sergio Corbucci confeziona un altro Capolavoro. E' uno dei primi Spaghetti Western Rivoluzionari, infarcito di battute divertenti, sparatorie epiche, idee e sogni che prendono vita, in un rutilare di emozioni, colpi di scena, il tutto incartato in una colonna sonora veramente da sogno (non per niente Tarantino per il suo Kill Bill vol.2, nella scena chiave della bara, adotta il main theme del Mercenario!) firmata dall'immortale Ennio Morricone (Dio lo conservi sempre!!!!).
Confine tra Messico e Stati Uniti, i semi rivoluzionari di Zapata e Pancho Villa hanno appena smesso di essere

venerdì 5 settembre 2008

SUKIYAKI WESTERN DJANGO (2007) di Takashi Miike


La pellicola, presentata lo scorso anno al festival di Venezia, in un edizione guidata dal fantastico Quentin, è un vero e proprio omaggio al cinema spaghetti western italiano, deve molto alle opere d'arte di Leone, Sollima e Corbucci. La trama è semplice: due bande rivali i Bianchi e i Rossi, mettono a ferro e fuoco un villaggio( simile per ambienti ad un villaggio del vecchio west, ma intriso di Japponesità!) per ottenere un fantastico forziere ricolmo d'oro, seminando le miserie e i dolori della morte sulle vite degli abitanti.

VAMOS A MATAR COMPANEROS (1970) di Sergio Corbucci



 

 

 

   

Nell'intricato sottobosco del genere Western all'italiana, o "Spaghetti Western" che dir si voglia, possiamo individuare un sottogenere: Quello dello spaghetti western "rivoluzionario" .
Perchè film come "La Resa Dei Conti" ,"Corri Uomo Corri"di Sollima e il nostro "Vamos A Matar Companeros" di un Corbucci pre-polizziottesco, aggiungono, alla magia del western all'italiana , la tematica rivoluzionaria, il populismo, la storia fatta dagli umili e dei semplici.