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martedì 13 settembre 2011

AVERE VENT'ANNI (1978) di Fernando Di Leo





Sono sveglio da pochi minuti e lo sciabordio delle onde sul fianco dell'imbarcazione, mi ricorda dove mi trovo, mi ricorda la libertà appena conquistata, il futuro che ci aspetta è nebuloso, ma promettente. Appena in piedi ho modo di vedere la grande velocità a cui ci muoviamo e  l'apparente immobilità  che sperimento come passeggero di questo avveniristico embarcadero mi stupisce; i miei compagni sono tutti ancora addormentati, come lo è il Dott.Grampasso.
Un giovane Monaco fa capolino, mi sorride e mi chiede se desidero qualcosa in particolare.
"Caffè. E risposte ad alcune domande, grazie",rispondo sorridendo di rimando.
"Come si chiama Giovane monaco?"chiedo.
"Mi Chiamo Fabius Destreet, non sono un monaco, sono uno scienziato NeoAvaloniano, responsabile del "Settore SexExploitation.." quindi mi chiede "....E' Nuova Avalon ad incuriosirla,vero , Doctor Massis?" .
"Nuova Avalon. E la tecnologia che avete. I vostri abiti. La devozione nei confronti di Grampasso, è consueto nei figli col proprio padre non nei ricercatori col proprio maestro. Cosa è precisamente Nuova Avalon? e dove si trova? Cosa comporta esserne cittadini ? Cosa fate ?  E cosa rappresenta il prof.Grampasso per voi?".
Risponde sereno "Mi piacerebbe discuterne con lei, guardando un bel film. Per i NeoAvaloniani è segno di grande condivisione intellettuale condividere una pellicola mentre si discute di importanti questioni." . Al mio cenno di assenso, in risposta ad una impercettibile digitazione si apre davanti un ampio trentasei pollici, sostenuto da due cilidri magnetici. lo schermo prende ad avere una grana analogica. Scorrono le immagini di "AVERE VENT'ANNI" di Fernando DiLeo, una rarissima pellicola del 1978, ricercata da cinefili in tutto il mondo. Un vero e proprio pezzo di cinema segreto italiano La bocca è spalancata di stupore....



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Talvolta capita che, nei cassetti dei grandi sceneggiatori, giacciano per anni storie in cui si è creduto fortemente, ma che la vita o il caso non ha permesso di narrare e tradurre in pellicola per anni.
Poi dopo dieci anni  riescono a farlo, ma le cose non vanno come  preventivato. E' il caso di
"Avere Vent'anni".
Nato dalla penna solerte e urgente di Fernando Di Leo