mercoledì 28 novembre 2012

IL VENTO E IL LEONE (1975) di John Milius


Questa pellicola vi è offerta dalla Strana Trimurti.

Ovverosia: un fantolino sui nove anni tenero da abbottarlo a Fagolosi, nella parte di Brhama,un cinico vecchiaccio furbo, malevolo, avvinazzato e misantropo, nella parte di Shiva il distruttore dionisiaco, e stò nasuto Granpasso d'un Visnù che cerca di mettere una pezza alle di loro intemperanze; il tutto in confezione tre per uno, ovviamente. E non perchè (magari) mi stia trasformando in una versione gradevole di Deadpool per codesto piano dimensionale. Ma semplicemente perchè questo pantheon al curry mi ha squottato l'attico al piano encefalo appena ho preso in mano il dvd.
Oh...c'è che hanno pure ragione, beninteso.
Il Brhamino Giocherino mi fa, con gli occhi formato bambi di Yu Gi Ho :"UHHH il nostro filmone d'avventura-emozione preferitooooooo! Spade, berberi, la musica, il deserto citazioni a memoria, El Raisuli Super Ganassa. Ma sai che significa presentarlo sul blog??" . Ed il vegliardo Shivunito subito a dargli manforte, prendendomi a ditate le reni: "OH giovane! Guarda che non le fanno più, pellicole del genere: fotografia emozionale, dialoghi scalpellati nella pietra, attori ispirati, piani sequenza e cinemascope come se piovesse, la lungimiranza di un certo cinema che sapeva osare senza farsi accorgere. I sentimenti forti ma responsabili.la fierezza. Gli archetipi imbastiti e delineati sapientemente di due culture che guarda dove sono arrivate oggi..."
La premessa, come avrete capito, non viaggia certo verso l'obbiettività, per questa dissezione cinematografica, sebben gli elementi vi siano eccome. Quindi si va a sciorinarveli in trama stretta prima che gli altri due prendano troppo il sopravvento e scusandomi anticipatamente per le digressioni dei partecipanti alla stesura.


Ante-fatto realmente accaduto: un discendete diretto di Mohammed il Profeta, sia sempre beatificatoilsuonome, comunemente appellato Sharif a titolo onorifico, di nome Mulay Ahmad al-Raysūnī , nel Marocco semi coloniale del 1904, conduce la sua personale campagna politica contro l'usurpatore del trono, as usual immorale e corrotto dalle potenze occidentali, usando una tattica illuminata: il rapimento di altolocati coloni starnieri a scopo di riscatto si, ma soprattutto per focalizzare l'opinione pubblica mondiale sulla situazione di quell'angolino di Africa. Si buttò su Inglesi, Francesi e Spagnoli con alterne fortune, nel senso a che a volte incassava (il riscatto) e a volte incassava (gli ostaggi, per rispedirli in patria nel pino). 
-"Ma c'è il pino in Marocco? Nel desertico Rif ??"Si. Vuoi andare a controllare? Perchè non vai a controllare?
Poi ha l'intuizione che lo farà passare alla storia: gli europei non valgono più un dattero. Prendiamoci un'americano, che quelli me lo schiaffano in prime time sulla CNN!! -"Ma certo! E' chiaro che sia certamente passato quello per la testa, ad un brigante a capo dei Berberi in mezzo al Maghreb"
Forse non l'avrà detta papale papale, considerando anche che era musulmano. Ma il risultato ci andò  vicino

Il rapimento di Ion Perdicaris ed suo figliastro Cromwell Varley gli fece immediatamente ottenere una reazione macroscopica, visto che dal'altra parte dell'Atlante (e dell'Oceano che ne prende il nome) stava un certo Theodore Roosevelt, da Sagamore Hill- Nuova Yorke, seduto nella Sala Ovale. Minacciando immediatamente l'intervento militare e mettendo in subbuglio la diplomazia di mezzo globo, uno dei faccioni del monte Rushmore con grande fermezza e personalità politica.........Pagò il riscatto e si riportò a casa i suoi concittadini e futuri rielettori .
"Facciamo fine dell'antefatto e passiamo al film, Siii?" "SIII??"


Pellicola girata da John Milius allora trentenne con resa e metodologia da John Ford delle epopee western. Musiche mastodontiche, magniloquenti, "meravigliose!" , "morriconiane", romantiche, che lasciano il segno. D'altrocanto l'autore altri non è che il Sig.Jerry Goldsmith, 40 annetti a scrivere le colonne sonore di un profluvio esuberante e variegato di filmoni passati alla storia anche per il suo contributo (se non sapete chi sia, dato che l'elenco delle sue opere è praticamente un'enciclopedia, cercatevelo). Interpreti di grande spessore & spolvero di cui si parlerà nel dettaglio più avanti, chè si deve propinciare dal regista e sceneggiatore/romanzatore della vicenda.
Un mercoledi da leoni, Conan il Barbaro, Alba Rossa, sono stati i suoi prodottini da nieeente poi girati, mentre un paio di ispettori Callaghan, Corvo Rosso non avrai il mio scalpo, L'uomo dai 7 capestri, Lo Squalo, Apocalipse Now ed il mio amato Caccia a Ottobre Rosso, sono alcuni di quelli che si è scribacchiato per gli amici. Un umile mestierante col pallino del rosso, poverino..."E' anche il fanatico figlio di un ciabattino ebreo, membro arrabbiato dell'American Rifle Association, preso a faccia e figura per il personaggio di Walter Sobcak /John Goodman ne Il Grande Lebowski, un selvaggio che per chiudere i contratti ha bisogno di essere incentivato con un cadeau consistente in un'arma (bianca o da fuoco che sia)e con una nota e spiccata predilizione per la carne cruda..."
Non che il vecchio spari boiate, effettivamente.

"John Milius è anche un autore meravigliosamente dotato, capace di donare atmosfere oniriche a tematiche importanti. Di far sognare con concretezza, senza mai dimenticare di far duettare la fantasia con i valori nelle loro accezioni più alte, ma non ideologiche"   TOH! Guarda che bel boccettino di Carbolithium in confezione risparmio che ho trovato. Che ne pensate di una serena resecata dell' ipotalamo, voi altri? .....  .....    Mi sa che hanno capito. Scusate ancora.  
Questo film è il suo gioiello nascosto, in realtà. Dove ha saputo mischiare sapientemente ironia e politica, religione e sentimenti quali il rispetto, l'onore, il coraggio, la sindrome di Stoccolma. Un fiume in piena che non tracima mai, solido, perfettamente bilanciato in ogni elemento. Completo.
Per la messa in scena della vicenda, dove sostituisce il playboy greco-statunitense Ion  Perdicaris e suo figlio con una vedova ( e che vedova) e i suoi due figlioletti, il regista decide  di avvalersi di due duellanti maiuscoli per dialoghi ed interpretazioni, affardalleati con sequenze bellissime e poetiche, comprimari  che levatevi, scenografie esotiche che raramente sono state rese meglio.
Sir Thomas Sean Connery, allora alla piena maturità biologica e professionale ma non ancora affermato, è  Mulay Achmed Mohammed el-Raisuli il Magnifico. Sceriffo dei Berberi del Rif. Difensore dei credenti. Un uomo istruito e saggio, timorato d'Allah, un brigante sanguinario e severo come il suo popolo ed il territorio da lui posseduto. Ironico, istrionico, prode. Il "Leone" del titolo. Un testosteOmone ambulante su splendidi destrieri, su cui monta da scalette umane. Un crociato intelligente ma  sballottato dall'inciepiente Nuova Era che s'appresta.

"I veri uomini combattono con la spada per potersi guardare negli occhi."
 Brian Keith è il XXVI Presidente degli Satati Uniti Theodore Roosevelt , (Il "Vento" del titolo) leggendario cowboy fidanzato con un Winchester, spregiudicato, populista, autore della famosa politica  estera " del randello più grande", eppure insignito del Nobel per la Pace (Strano...un guerrafondaio streguo difensore delle strategie di aggressione ed interventismo estero da parte degli USA, che va a Stoccolma a ritirare il premio per la Pace...ma dove l'ho già sentita...).
Keith, strepitoso e poco valorizzato caratterista dal mostruoso curriculum professionale, è grandioso nel dare, volto, movenze, grinta e fedele interpretazione vagamente satirica ad uno degli eroi personali del regista. Il mitico Statista Repubblicano è stato portato sullo schermo dozzine di volte, ma l'unico vero Teddy, per me e molti altri, rimane il personaggio regalatoci dallo Zio Bill di 3 nipoti ed un maggiordomo.  

"Io voglio rispetto per la vita umana e per le proprietà americane. E per farci rispettare manderò subito una squadra navale in Marocco." - "Ma è illegale." - "Perchè guastare la bellezza di tutto questo con la legalità?"

In una splendida sequenza di apertura, dove sono contrapposte magistralmente le tonalità velate delle residenze e degli abiti coloniali con le tinte accese della Casbah e del Suk presi d'assalto dai berberi, primissimi piani e campi lunghi , frinire di cicale e spari, si compie il sanguinoso rapimento e si lasciano sul campo una decina di persone. Così, tanto per far capire che non si scherza. L'obbiettivo è Candice Bergen in Malle  ( si: QUEL Louis Malle), donna coraggiosa, indomita, d'algida beltà, sveglia ed intelligente. Doti ampiamente condivise con il personaggio: Eden Pedecaris. Per presentarcela per bene, nei primi due minuti di pellicola la fanno passare da un'amabile discussione sul Bordeaux del 1899 a ridere in faccia AL RAISULI per una caduta da cavallo.


Lui la prende BENISSIMO


Ho sempre pensato fosse una mia infantile  impressione, che il vero protagonista della pellicola fosse un'altro, sapete com'è: immedesimazione a palla...Poi da grande ho imparato che spesso i registi migliori inseriscono il loro personale punto di vista, incentrandoci messaggi e sequenze fondamentali ma soprattutto tutta la cifra stilistica del film, attraverso gli occhi di un personaggio solo apparentemente secondario. E questo è un caso da manuale. - "LOSAPEVO LOSAPEVOLOSAPEVOLOSAPEVO!! "  Fin da i primi istanti, infatti, la telecamera indugia sullo sguardo sorpreso e carico di meraviglia di William Pedecaris,(Simon Harrison poi mai più censito) primogenito di casa in età prepuberale. Durante questa avventura, incredibile ed emozionante ai suoi occhi, avrà modo di trasformarsi in uomo , vivendo una realtà da sogno, per un maschietto, del tutto estranea alla vita rigida e bambocciosa in stile Old English che era destinato a fare sotto l'egida della cofana a forma di orcio per l'acqua della madre. E' grazie a William/Milius che tutte le parti del film appaiono soffuse di idealismo, di sentimenti eterei anche di fronte a morti ammazzati, lingue mozzate, Tuareg che insidiano la sua mamma e sua mamma che vorrebbe tanto farsi insidiare dal Raisuli. Che le cavalcate sul mare sono infinite e ridondanti, le scimitarre danzano nella luce, la polvere e le grida dei beduini sono solo promesse di una vita  da romanzo.
-"Menomale che era il Visnù della situazione, che doveva fare il sintetico evitando sbrodolamenti da fan sfegatato....Che pena...Che tempi! Che costumi- specie sull'inserto centrale di Sport illustrated! Tornando a chiodo e Moncler bisogna citare doverosamente quel gran registone di John Huston, qui in una parte  simpaticissima, una delle poche fatte davanti alla cinepresa: il Segretario di Stato John Hay. Non credo che sia mai esistita una rappresentazione più fedele e spassionata dello Zio Sam, lo spirito tradizionale dell'America "


"Tu sei il tipo capace di ammazzare qualcuno... accidentalmente voglio dire." - "Non ammazzerei mai nessuno accidentalmente... sarebbero voti persi."
Uno scontro diretto di spiritualià e tradizioni contrapposte, anche se  praticamente identiche alla fine, come l'autore vuole dimostrarci, è il tema centrale che domina sul montaggio, corroborato da una sequela di contralti di battute dei due duci di popoli . Islamici e WASP così simili negli aspetti più reconditi e basilari della vis cavalleresca, lo spregio della vita umana al cospetto dell' unico Dio..."   
 Spettacolare la sequela di affermazioni identiche fatte pronunciare a distanza a Teddy ed al Raisuly , come: " Ma questo signore non ha nessun rispetto per la vita umana?" o " Chissà che fucile usa.."  Ah, nonnetto, guarda che mi sembra di aver visto una boccia di Jameson 12 anni nell' armadietto della sala, và a vedere se c'è ancora....- " Ma non hai nemmeno ancora parlato del capostipite di ogni marines UHAH!,  il temibile  Capitano Jerome. Interpretato da nientepopodimenoche Steve Kanaly!! Impersonificazione della vera strategia diplomatica statunitense : sparo poi domando! Che faccia da sberle!Poi ha fatto millemila serie tv di straculto..." E' famoso per Dallas.....Lo sai che magari è stato lui a far fuori J.R.?

"Una guerra mondiale! Tutto il mondo... Sarebbe un modo di chiudere in bellezza".
Sempre continuando per citazioni sono costretto, per tacitare gli altri due, ad inserire le più bellerrime. Lasciando che sia il talento dello scrittore  a darvi un'idea di quel che potete aspettarvi dalle immagini da lui prodotte.
Per esempio la definizione del suo stesso popolo data dal Presidente: 
 -"Noi siamo abituati a vedere le fiere che scappano quando vedono l'uomo armato. Ma l'orso americano non ha paura... nè dell'uomo, nè delle armi, nè della morte. Secondo me l'orso Grizzly è il più vero simbolo degli americani: forza, intelligenza, aggressività. Forse un pò cieco e avventato, ma coraggioso in tutte le circostanze. E ha un'altra cosa in comune con gli americani: lo star solo. L'orso passa tutta la vita da solo... indomabile, invincibile, sempre da solo. Non ha alleati, ha solo nemici, ma nessuno della sua mole.Il mondo non ci amerà mai. Ci rispetteranno, forse avranno paura di noi, ma non ci ameranno. Perchè noi siamo un popolo troppo audace e un pò cieco, un pò avventato... come l'orso.L'orso Grizzly impersona bene lo spirito dell'America. Dovrebbe essere lui il nostro simbolo e non quella ridicola aquila che poi è solo un avvoltoio ripulito."
A leggerla oggi...Non ha un retrogusto di pelled'oca alta una spanna?
 Mulay Achmed Mohammed el-Raisuli non è da meno, pronuncia solo sentenze di saggezza intessute di lirismo
"Questi due sono i miei fedelissimi . Sono tanto temuti all'Inferno che troni d'oro sono già pronti per loro in Paradiso."
-"L'ignoranza è una china ripida in fondo alla quale sono rocce aguzze."
-"Vedi quel pozzo, donna? Ha due secchi, quando uno si svuota, l'altro si riempie. E' lo stesso nel mondo. Perchè adesso voi siete pieni di forza, ma la sprecate inutilmente, e l'Islam deve leccare le gocce che traboccano dai vostri secchi." 
Pensate quante generazioni di mujhaddin sono cresciute con questo concetto in testa!

Ecco: probabilmente è la peggiore recensione che abbia mai scritto: prolissa e confusionariamente emotiva. Ho fallito.
  Ora però vi lascio, che noi della Trimurti ci si va a commuovere ed esaltare in coro con l'ultimo minuto e trentasei di questa pellicola. La chiusa meravigliosa per un'opera qualitativamente epica.
 Perchè tanto la recensione faceva pena e a questo punto vi spoilerizzo abbestia pure il finale.

Salam Aleikum السلام عليكم

5 commenti:

  1. Milius è un grande, uno di quelli di cui il grande cinema si è purtroppo dimenticato soprattutto nella sua storia recente. Però sto film non me lo ricordo bene...

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  2. Proprio quello che ti dicevo da te, poco fa...Spero di averti almeno fatto venire voglia di rivederlo.In fondo, questo blog serve a questo!
    pensa che un mio dipendente marocchino, pur giovanissimo, invece questo film e il suo protagonista se lo ricorda bene, perchè nel suo paese lo propongono spesso.

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  3. È proprio una bellissima recensione invece.
    Per carità io il film l'ho visto ieri e quindi vengo già bello fresco e preparato, ma in queste righe ho trovato tutto il bello di questa pellicola.

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  4. Grazie infinite, detto da te è più che un complimento!

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